La Stimolazione transcranica a corrente diretta (tDCS) è una tecnica di neuromodulazione cerebrale non invasiva che utilizza correnti elettriche a bassa intensità (0,5–2 mA) per modulare l’eccitabilità neuronale della corteccia cerebrale. È uno strumento emergente nel trattamento della depressione maggiore, soprattutto nei pazienti che non rispondono adeguatamente alla terapia farmacologica.
Durante la seduta, due elettrodi vengono applicati sullo scalpo: uno anodo (positivo) e uno catodo (negativo). L’anodo viene solitamente posizionato sulla corteccia prefrontale dorsolaterale sinistra, una regione implicata nella regolazione affettiva e frequentemente ipoattiva nella depressione, mentre il catodo è collocato controlateralmente o in area neutra (es. zona supraorbitale destra).
Il passaggio della corrente modula la membrana neuronale in modo sottosoglia, cioè senza indurre potenziali d’azione, ma facilitando o inibendo la probabilità di attivazione sinaptica in base alla polarità:
Il meccanismo antidepressivo della tDCS si basa su:
Modulazione della connettività fronto-limbica e dei circuiti del default mode network;
Incremento della neuroplasticità e dell’attività del BDNF;
Effetti anti-infiammatori e sinergici con antidepressivi o psicoterapia.
A differenza di altre tecniche di neuromodulazione, la tDCS non genera stimoli magnetici né induce crisi convulsive. È silenziosa, indolore e priva di effetti collaterali cognitivi, con un ottimo profilo di sicurezza anche nei trattamenti domiciliari supervisionati.
Indicazioni nella depressione
L’indicazione principale della tDCS è il trattamento della depressione maggiore resistente, in particolare nei pazienti:
Con risposta parziale a uno o più antidepressivi;
Che presentano controindicazioni farmacologiche (es. gravidanza, politerapie, comorbidità epatiche o cardiovascolari);
Che rifiutano trattamenti invasivi (es. ECT, VNS);
Con profilo cognitivo e funzionale conservato, in grado di seguire protocolli ambulatoriali o domiciliari con supervisione;
In fase di mantenimento per prevenzione delle ricadute dopo remissione parziale.
La tDCS non è raccomandata come monoterapia nella depressione grave con rischio suicidario, nei quadri psicotici o in pazienti con deficit neurocognitivi significativi.
Protocollo terapeutico
Un trattamento standard di tDCS nella depressione prevede:
Corrente: 1–2 mA;
Durata della seduta: 20–30 minuti;
Frequenza: 5 sedute a settimana per 2–4 settimane;
Numero totale di sedute: almeno 10–15 per osservare una risposta clinica, fino a 20–30 per effetti più stabili.
Il trattamento può essere ripetuto ciclicamente o mantenuto a bassa frequenza in fase di consolidamento (es. 1–2 volte/settimana). In alcuni studi, la tDCS è stata combinata efficacemente con SSRI o psicoterapia cognitivo-comportamentale, potenziandone gli effetti attraverso l’aumento della neuroplasticità indotta.
Tollerabilità ed effetti collaterali
La tDCS è generalmente ben tollerata e considerata tra le tecniche di neuromodulazione con miglior profilo di sicurezza. Gli effetti collaterali sono lievi, transitori e raramente causa di interruzione del trattamento. Tra i più frequenti si segnalano:
Sensazione di formicolio, bruciore o prurito sotto gli elettrodi, che tende a ridursi dopo le prime sedute;
Arrossamento cutaneo transitorio nella sede di applicazione;
Stanchezza lieve, cefalea o difficoltà di concentrazione dopo la seduta, generalmente autolimitanti;
Disturbi del sonno (più rari e solitamente legati a stimolazioni in fascia serale).
Non sono stati riportati effetti collaterali gravi o permanenti in pazienti trattati con tDCS nei protocolli clinici. La stimolazione sottosoglia non induce crisi epilettiche e non interferisce con la funzione cognitiva, anzi alcuni studi suggeriscono un possibile miglioramento dell’attenzione e della memoria di lavoro.
Controindicazioni
Le controindicazioni assolute sono poche. La tDCS è sconsigliata nei pazienti con:
Presenza di dispositivi elettronici intracranici attivi (es. stimolatori cerebrali, impianti cocleari);
Condizioni dermatologiche attive o infiammatorie nel sito di applicazione degli elettrodi.
Le controindicazioni relative includono:
Gravi disturbi cognitivi che impediscono la collaborazione;
Stati mentali confusionali, deliranti o psicotici in atto;
Impossibilità a garantire supervisione nei protocolli domiciliari.
Efficacia clinica
La tDCS ha mostrato risultati positivi nel trattamento della depressione in diversi studi clinici controllati. I tassi di risposta clinica sono inferiori rispetto a rTMS ed ECT, ma la procedura è molto più semplice, economica e accessibile.
La risposta si osserva più frequentemente nei pazienti con:
Depressione moderata, non psicotica;
Esordio recente e buona riserva neurocognitiva;
Buona compliance e aderenza al protocollo;
Assenza di marcati sintomi somatici o melancolici.
La tDCS può essere considerata un’opzione complementare e personalizzata nei piani terapeutici di lungo termine, e viene studiata anche come potenziatore cognitivo nei disturbi dell’umore a bassa intensità.
Linee guida e prospettive future
Le linee guida CANMAT, NICE e APA includono la tDCS tra le opzioni raccomandate nei pazienti con depressione resistente lieve o moderata, in assenza di indicazioni per ECT o rTMS. L’evidenza è considerata di livello intermedio, ma promettente in combinazione con altre strategie.
La semplicità della procedura ha favorito lo sviluppo di protocolli domiciliari supervisionati, con dispositivi portatili, sempre sotto guida medica. In futuro, la tDCS potrebbe trovare impiego non solo nella depressione, ma anche nel trattamento dell’anedonia, dei sintomi cognitivi residui e nella prevenzione delle ricadute affettive.
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