
La radioterapia del tumore al seno trova indicazione dopo la chirurgia.
Il frazionamento standard consiste nella somministrazione di 50 Gy in 25 sedute, 5 volte alla settima più un boot sul letto tumorale di 15-20 Gy.
Da recenti studi sembrano avere efficacia pari al frazionamento standard anche ipofrazionamenti con 40 Gy in 15 frazioni e 42 Gy in 13 frazioni.
Un altra tecnica di irradiazione è l’irradiazione parziale della mammella (PBI) che consiste nella sola irradiazione del letto tumorale e delle zone immediatamente limitrofe.
Non è inserita nelle linee guida ma diversi studi incoraggianti a riguardo, non in termini di miglio efficacia rispetto alla whole breast ma in termini di riduzione della durata del trattamento che è un vantaggio in termini non individuali ma di popolazione consentendo una ottimizzazione dell’accesso delle pazienti alla terapia.
In mancanza di evidenze certe di egualianza di efficacia per ora non rientra nelle linee guida ed è sconsigliata al di fuori di trail clinici (ricerca) ma potrebbe diventare il futuro della radioterapia del carcinoma mammario.
In donne di età superiore ai 70 anni con tumore inferiore ai 2 cm. e linfonodi negativi, eleggibili per neoadiuvante ormonale (ER+) si può omettere la radioterapia.
In donne sottoposte ad intervento radicale (mastectomia) non c’è tessuto maamario residuo da irradiare, ma negli stadi avanzanti è indicata lo stesso.
In caso di tumore superiore ai 5 cm., e/o infiltranti almeno uno tra cute, grande pettorale, parete toracica e/o interessamento metastatico di 4 o più linfonodi ascellari è indicata la radioterapia della parete toracica.
Dopo mastectomia per tumori con pT3-4 e/o con pN superiore a 2 è indicata anche l’irradiazione della stazioni linfonodali sopra claveare, sottoclaveare e mammaria interna. Stessa indicazione di ha anche nei pN1 in presenza di parametri biologici sfavorevoli (es. elevato Ki67).
Oltre alla radioterapia a fasci esterni per l’irradiazione della mammella si può utilizzare anche: