
Stadio 1a
Stadio 1b
Stadio 2a
Stadio 2b
Stadio 3a
Stadio 3b
Stadio 3c
Stadio 4
T1
T1
T2-3
T2-3
T2-3
T2-3
T1-T2
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T3
T4a
T3
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Ogni T
Ogni T
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Ogni G
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Ogni G
Ogni G
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Ogni sede
Ogni sede
Inferiore
Superiore/Medio
Inferiore
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Ogni sede
Ogni sede
Ogni sede
Ogni sede
Ogni sede
Ogni sede
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Ogni sede
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Ogni sede
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Inferiore
Sup/Medio
Inferiore
Sup/Medio
Ogni sede
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Stadio 1a
Stadio 1b
Stadio 2a
Stadio 2b
Stadio 3a
Stadio 3b
Stadio 3c
Stadio 4
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Ogni T
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G1-2
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Ogni G
Ogni G
Ogni G
Ogni G
Ogni G
Ogni G
Ogni G
Ogni G
Ogni G
Ricapitolando e sintetizzando possiamo dire che:
Tumori in situ si trattano con resezione endoscopica
Tumori metastatici (Stadio IV) si trattano con chemioterapia sistemica e terapia per sintomi e complicanze.
Per le localizzazioni cervicali si utilizza il trattamento concomitante chemio-radioterapico.
In tutti gli altri stadi (da IB a IIIC) sia in tumori squamosi che negli adenocarcinomi il trattamento concomitante chemio-radioterapico e la chirurgia sono equivalenti e possono essere utilizzati indifferentemente.
Nei casi elegibili per trattamento chirurgico sia squamosi che adenocarcinomatosi la terapia neoadiuvante (chemioterapia da sola o associata a radioterapia) è d’obbligo negli stadi da IIIA a IIIC e può essere omessa negli stadi da IA a IIB.
Negli adenocarcinomi la neoadiuvante può essere sostituito da chemioterapia perioperatoria.
Non c’è molto spazio per la terapia adiuvante che trova indicazione solo in casi selezionati dove è presente residuo chirurgico (R1-2) e negli adenocarcinomi anche in caso di interessamento linfonodale.
Nei pazienti unfit per la chirurgia, la chirurgia viene sostituita da trattamento chemio-tadioterapico concomitante.
In ogni stadio se necessario si associa terapia per sintomi e complicanze.
Molto spesso i pazienti sono malnutriti, la perdita di peso è uno dei sintomi del cancro esofageo ed è necessaria la terapia nutrizionale.
Se si riesce a far passare il sondino attraverso l’esofago si può fare per via enterale, in alternativa per via parenterale. Il supporto nutrizionale va instaurato il prima possibile: pazienti sottoposti a terapia nutrizionale prima dell’intervento chirurgico incassano meglio la chirurgia ed hanno un miglior decorso post operatorio!
Il follow-up prevede controlli clinici ogni 4-6 mesi per 2 anni, poi ogni 6-12 mesi x 3 anni, e dopo annualmente, con esami di diagnostica (esofagoscopia e TC) in secondo livello se compaiono sintomi o se c’è sospetto di ripresa di malattia.
Nella pagina seguente saranno approfonditi nel dettaglio i vari trattamenti.