POLIMIOSITE-DERMATOMIOSITE PARTE I: generalità, classificazione, eziopatogenesi, anatomia patologica
Con il termine polimiosite/dermatomiosite (PDM) si indentifica un
gruppo eterogeneo di connettiviti caratterizzate dalla presenza di un
processo infiammatorio cronico a carico della muscolatura scheletrica
(il muscolo è un tessuto connettivo ben differenziato) e talvolta anche
della cute.
Tradizionalmente viene distinta in base all’eziologia in:
PDM
iodiopatica: da causa ignota
PDM
infantile: associata a vasculite
PDM
associata a neoplasie
PDM
associata ad altre connettiviti
In base all’interessamento muscolare e cutaneo viene distinta in:
Polimiosite
(PM): manifestazioni cliniche a carico della muscolatura,
con risparmio della cute
Dematomiosite
(DM): manifestazioni cliniche a carico di cute e
mucosa
Miosite
a corpi inclusi (MCI): così chiamata per il riscontro
anatomopatologico di corpi inclusi nucleari e citoplasmatici; interessa
la muscolatura come la PM, della quale fino a poco tempo fa era
considerata una variante. Oggi viene considerata un’entità a se stante
per la presenza di caratteristiche epidemiologiche, cliniche ed
istopatologiche peculiari.
Dal punto di vista epidemiologico
in linea generale al PDM presenta predilezione per la razza negra e per
il sesso femminile (rapporto femmine/maschi 2:1) con aclune categorie
che presentano epidemiologia
peculiare:
La DM
interessa tutte le fasce d’età;
La PM
interessa prevalentemente soggetti con età superiore ai 18
anni;
La MCI
interessa prevalentemente soggetti con più di 50 anni ed ha un rapporto
femmine/maschi 1:3.
La
PDM associata a neoplasia ha un rapporto femmine/maschi
1:2,
La PDM
giovanile ha un rapporto femmine/maschi 1:1,
La PDM
associata ad altre connettiviti ha un rapporto
femmine/maschi 9:1.
L’eziopatogenesi
non è completamente nota, l’ipotesi più accredita è che in individui
geneticamente predisposti (HLA-DRB1 e HLA-DRA1) l’intervento di un
fattore esogeno (probabilmente di natura virale) determina attivazione
della risposta immunitaria con citotossicità diretta (rilasciato di
citochine miotossiche dai linfociti T), citossicità anticopomediata
(produzione di anticorpi antinucleo ed antictipolasma dai linfociti T)
e reazione da immunocomplessi (vasculite).
L’anatomopatologia
nella PDM evidenzia reperti infiammatori insieme ad aree di
degenerazione, aree necrotiche, aree fibrotiche, aree di rigenerazione
tissutale ed alterazioni vasali.
Ciascuna forma di PDM presenta delle caratteristiche istopatologiche
peculiari:
PM:
caratterizzata da:
infiltrato infiammatorio con prevalenza
di linfociticiCD8
e macrofagi, localizzati elettivamente in sede
endomisiale, anche a livello delle fibre necrotiche;
aree di necrosi, degenerazione e
rigenerazione muscolare diffuse o isolate, non necessatiamente nelle
aree di infiammazione.
DM:
caratterizzata da:
infiltrato infiammatorio con prevalenza
di linfociti CD4 e
linfociti B localizzato prevalentemente in sede
perivascolare, interfascicolare e perimisiale;
aree di necrosi, degenerazione e
rigenerazione, racconte in gruppi con coinvolgimento di una sola
porzione del fascicolo muscolare, spesso dovute a
microinfarti.
MCI:
infiltrato infiammatorio, necrosi e rigenerazione come PM, caratteri
distintivi sono:
inclusioni graniulari basofine alla
periferia vacuolare (rimmed vacuoles),
corpi inclusi intranucleari e
citoplasmatici,
depositi amiloidei all’interno o in
prossimità dei vacuoli.