La fascite
eosinofila è una patologia infiammatoria cronica, che come
intuibile da nome, interessa le fasce muscolari con infiltrato
infiammatorio eosinofilo, e presenta manifestazioni cutanee simil
sclerodermiche localizzate tipicamente alle estremità distali degli
arti, con risparmio dei cingoli e delle porzioni prossimali degli arti
(tipico invece della SSc).
L’eziologia è sconosciuta, predilige il sesso maschile e l’età adulta.
L'esordio
è generalmente insidioso, spesso seguente a sforzi fisici, con
febbricola e mialgie a cui segue lo sviluppo di un diffuso ispessimento
cutaneo con e limitazione dei movimenti articolari.
Il quadro
clinico si compone di:
Manifestazioni
muscolari sono costituite da dolore e graduale e
progressiva riduzione funzionale prevalentemente a carico di braccia e
gambe. Le sedi maggiormente e tipicamente interessate sono le fasce
muscolari ma possono essere interessate anche altre componenti
dell’apparato locomotore quali tendini, membrane sinoviali muscoli.
Generalmente la forza muscolare e conservata e sono presenti anche
contratture secondarie ad indurimento ed ispessimento della
fascia.
Manifestazioni
cutanee sono caratterizzate da infiammazione ad evoluzione
fibrosa con indurimento ed aspetto a buccia d’arancia, molto evidente
sulle superfici anteriori degli arti. Possibile anche interessamento di
faccia e tronco alterazioni molto simili a quelle della sclerosi
sistemica.
Sintomi
generici quali astenia e perdita di peso.
Di raro riscontro atralgie, coinvolgimento cardiaco, anemia aplastica,
trombocitopenia e sovrapposizione di Sindrome di Sjogren.
Rispetto alla sclerosi sistemica abitualmente mancano il fenomeno di
Raynaud, le teleangectasie ed un significativo coinvolgimento
viscerale.
L’indice bioumorale
più caratteristico, che da il nome alla patologia è il riscontro di
eosinofilia periferica, meglio evidenziabile negli stadi inziali della
malattia, a cui si accompagnano VES elevata e ipergammaglobulinemia di
tipo IgG policlonale.
Sono generalmente assenti FR ed ANA.
Sono inoltre presenti alterazioni elettromiografiche ed aumento di
intensità di segnale alla RMN delle fascie muscolari, con loro
ispessimento in relazione al processo infiammatorio.
Per la diagnosi
e necessaria conferma istopatologica, previa biopsia, del
coinvolgimento fasciale. La biopsia deve riguardare cute, fascia e
fibre muscolari adiacenti. La fascia si presenta ispessita per
iperplasia delle fibre collagene e con infiltrato infiammatorio di
istiociti, plasmacellule, linfociti ed eosinofili che si estende anche
al derma sovrastante e coinvolge anche le fibre muscolari sottostanti.
La prognosi
è buona con ottima risposta alla terapia
steroidea: alte dosi di prednisone (40-60 mg/die), con
successiva riduzione e sospensione in 2-5 anni. In alternativa
idrossiclorochina (200-400 mg/die)