Le neoplasie mieloidi pediatriche rappresentano un gruppo eterogeneo di disordini clonali che insorgono nell’infanzia e nell’adolescenza, caratterizzati da proliferazione maligna di progenitori mieloidi. Pur condividendo alcune caratteristiche biologiche con le forme dell’adulto, esse si distinguono per peculiarità genetiche, cliniche ed evolutive, che richiedono un inquadramento nosologico e terapeutico specifico. Comprendono la leucemia mieloide acuta pediatrica (AML), la leucemia mielomonocitica giovanile (JMML), le mielodisplasie pediatriche e forme rare come la leucemia mieloide associata a sindromi genetiche predisponenti.
Dal punto di vista epidemiologico, le neoplasie mieloidi rappresentano circa il 15–20% di tutte le leucemie pediatriche. La AML è la forma più frequente, con un’incidenza di circa 7 casi per milione di bambini/anno. La JMML, tipica della prima infanzia, è molto rara (1–2 casi/milione/anno), ma riveste particolare interesse per la sua associazione con difetti della via RAS. Le forme secondarie a predisposizioni genetiche (es. sindrome di Down, Fanconi, predisposizioni germline in GATA2, RUNX1, CEBPA) hanno un peso crescente nella classificazione moderna.
La classificazione nosologica moderna, secondo la WHO-HAEM5 (World Health Organization Classification of Haematolymphoid Tumours, 5th edition), riconosce che le neoplasie mieloidi pediatriche non sono semplicemente “AML dell’adulto in età pediatrica”, ma entità specifiche con firme molecolari peculiari, spesso non sovrapponibili a quelle degli adulti. Alterazioni cromosomiche ricorrenti (KMT2A-r, RUNX1-RUNX1T1, CBFB-MYH11, NUP98-r), mutazioni nei geni della via RAS e anomalie germinali costituiscono elementi chiave della definizione diagnostica e prognostica.
La WHO-HAEM5 si basa su un approccio integrato che comprende:
L’approccio multidimensionale ha permesso di definire sottogruppi prognosticamente distinti e di individuare strategie terapeutiche mirate. Questo ha rivoluzionato il paradigma, ponendo le basi per terapie di precisione in età pediatrica.
La classificazione WHO-HAEM5 riconosce le principali categorie di neoplasie mieloidi pediatriche:
Le terapie moderne hanno profondamente migliorato la prognosi: schemi chemioterapici intensivi hanno aumentato le guarigioni nella AML pediatrica, il trapianto allogenico di cellule staminali rimane cardine nelle forme ad alto rischio o refrattarie, mentre farmaci mirati (es. inibitori FLT3, MEK-inibitori nella JMML) aprono nuove prospettive. La valutazione della malattia minima residua è oggi un parametro imprescindibile per guidare le decisioni terapeutiche e stratificare il rischio.
Questa sezione del sito è organizzata per guidare il lettore attraverso tutte le entità delle neoplasie mieloidi pediatriche secondo la logica WHO-HAEM5. Ogni pagina segue una struttura sistematica (eziologia, manifestazioni cliniche, diagnostica, trattamento, complicanze e prognosi) ed è corredata da una bibliografia scientifica aggiornata.
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