
Le leucemie acute mieloidi (LAM, acute myeloid leukemias) sono un gruppo eterogeneo di neoplasie ematopoietiche caratterizzate dalla proliferazione clonale di precursori mieloidi bloccati in fasi precoci della differenziazione, con conseguente accumulo di blasti nel midollo osseo e nel sangue periferico e soppressione dell’emopoiesi normale. La patogenesi è dominata da alterazioni genetiche acquisite che influenzano programmi di trascrizione, segnalazione intracellulare ed epigenetica.
Dal punto di vista epidemiologico, la LAM è la leucemia acuta più comune nell’adulto, con incidenza crescente con l’età (mediana alla diagnosi 65-70 anni). Rappresenta circa il 15–20% delle leucemie pediatriche, mentre negli adulti oltre i 60 anni costituisce la forma prevalente. La prognosi varia in maniera significativa in base alle alterazioni citogenetiche e molecolari, oltre che all’età e alle comorbidità.
Elemento cruciale nella gestione della LAM è la classificazione nosologica, attualmente definita dalla WHO-HAEM5 (World Health Organization Classification of Haematolymphoid Tumours, 5th edition) e dalla International Consensus Classification (ICC 2022), che integrano criteri morfologici, immunofenotipici e, soprattutto, genetici. Mutazioni puntiformi (es. NPM1, FLT3, IDH1, IDH2, CEBPA), traslocazioni ricorrenti (RUNX1-RUNX1T1, CBFB-MYH11, PML-RARA) e complessi profili epigenetici sono fondamentali per definire entità distinte con implicazioni terapeutiche.
La WHO-HAEM5 si basa su un approccio integrato che considera:
Grazie a questa integrazione è stato possibile superare classificazioni puramente morfologiche, distinguendo entità clinicamente e biologicamente eterogenee, con impatto diretto sulla prognosi e sulla scelta terapeutica.
La classificazione WHO-HAEM5 suddivide le LAM in più grandi categorie:
L’introduzione delle terapie mirate ha radicalmente cambiato la gestione della LAM: inibitori di FLT3 (midostaurin, gilteritinib), di IDH1 (ivosidenib) e IDH2 (enasidenib), l’uso di venetoclax in combinazione con agenti ipometilanti e la terapia differenziativa con acido all-trans retinoico (ATRA) e arsenico triossido nella LAM promielocitica rappresentano esempi paradigmatici. Inoltre, la valutazione della malattia minima residua (MRD) mediante citofluorimetria multiparametrica e PCR quantitativa si sta imponendo come strumento prognostico e guida alle decisioni terapeutiche.
Questa sezione del sito è organizzata per guidare il lettore attraverso tutte le entità delle LAM secondo la logica WHO-HAEM5, con capitoli dedicati che seguono la sequenza classica (eziologia, clinica, diagnostica, trattamento, complicanze, prognosi) e corredati da una bibliografia scientifica aggiornata.