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Artriti

Il termine artriti indica un ampio gruppo di condizioni patologiche caratterizzate da infiammazione a carico delle articolazioni, con variabile coinvolgimento della membrana sinoviale, della cartilagine, dell’osso subcondrale e delle strutture periarticolari. Dal punto di vista clinico, il quadro può spaziare dalla monoartrite acuta con dolore intenso, tumefazione e impotenza funzionale, fino a forme poliarticolari croniche lentamente progressive, accompagnate da rigidità, deformità articolari e disabilità. Le artriti rappresentano una delle principali cause di dolore muscolo scheletrico e di limitazione funzionale nella popolazione generale, con un impatto rilevante sulla qualità di vita, sulla capacità lavorativa e sui costi socio-sanitari diretti e indiretti.

Per orientare l’inquadramento diagnostico e la scelta terapeutica, le artriti vengono suddivise in grandi famiglie eziopatogenetiche, distinguendo in primo luogo le forme autoimmuni, in cui la sinovite è sostenuta da una risposta immunitaria adattativa diretta contro antigeni propri, dalle artriti sieronegative, che condividono pattern clinici e radiologici specifici in assenza di fattore reumatoide, dalle artriti microcristalline, caratterizzate dalla deposizione intra-articolare di cristalli, dalle artriti infettive, dovute alla colonizzazione dell’articolazione da parte di microrganismi, e dalle artriti post-infettive o reattive, in cui l’infiammazione articolare insorge in seguito a un’infezione localizzata altrove, senza che il patogeno sia presente nel liquido sinoviale. A queste si aggiungono le artriti metaboliche e da accumulo, legate a disordini del metabolismo sistemico, le artriti da connettiviti e da vasculiti sistemiche, in cui l’interessamento articolare si inserisce in quadri di malattia sistemica complessa, le artriti da disordini endocrini e un gruppo eterogeneo di altre artriti specifiche a eziologia meno comune ma clinicamente rilevante.

Dal punto di vista patogenetico, le artriti possono essere sostenute da meccanismi profondamente diversi. Nelle forme autoimmuni e da connettiviti, l’infiammazione sinoviale deriva dall’attivazione coordinata di linfociti T e B, produzione di autoanticorpi e rilascio di citochine pro-infiammatorie che promuovono proliferazione sinoviale, formazione del panno e danno erosivo dell’osso. Nelle artriti sieronegative e nelle spondiloartriti correlate, assumono rilievo la predisposizione genetica (ad esempio la presenza dell’antigene HLA-B27), l’attivazione dell’asse IL-23/IL-17 e il coinvolgimento entesitico. Le artriti microcristalline riconoscono invece nella deposizione di cristalli di urato monosodico, pirofosfato di calcio o altri sali il trigger dell’attivazione infiammatoria innata, mentre nelle forme infettive la risposta flogistica è diretta contro microrganismi intra-articolari. Le artriti metaboliche, endocrine e da accumulo riflettono infine alterazioni sistemiche che modulano la struttura e la funzione dell’unità osteo-cartilaginea e delle parti molli periarticolari.

La classificazione delle artriti non ha solo valore accademico, ma rappresenta uno strumento indispensabile per impostare un percorso diagnostico razionale, scegliere gli esami di laboratorio e di imaging più appropriati, definire il timing della terapia e individuare precocemente le condizioni che richiedono un intervento urgente. Un approccio sistematico, che parta dalla distinzione tra mono, oligo e poliarticolare, tra esordio acuto o cronico e tra pattern simmetrico o asimmetrico, integrato con l’analisi dei fattori di rischio, delle comorbilità, degli indici di flogosi e dei biomarcatori specifici, consente di orientare rapidamente il sospetto verso uno dei grandi gruppi etiologici. In questo contesto, una suddivisione in sezioni dedicate alle diverse famiglie di artriti facilita la consultazione e l’approfondimento mirato, permettendo al clinico, allo specializzando e allo studente di muoversi con ordine all’interno di uno spettro patologico estremamente variegato.

La sezione “Artriti” di questo sito è pertanto organizzata come un “indice degli indici”, che raccoglie e collega le principali categorie di artriti, ciascuna approfondita in specifici percorsi monografici. Ogni sottosezione include una introduzione generale, l’analisi di eziologia, patogenesi e fisiopatologia, la descrizione delle manifestazioni cliniche, i criteri per l’iter diagnostico e le opzioni terapeutiche, con rimando alle linee guida internazionali e alla letteratura più recente. In questo modo, il lettore può accedere rapidamente al gruppo di interesse e, da lì, alle singole patologie che lo compongono, seguendo un filo logico coerente che parte dalla classificazione generale e giunge fino alla gestione del singolo paziente.


Artriti autoimmuni
Le artriti autoimmuni comprendono un gruppo di malattie infiammatorie croniche in cui la sinovite è sostenuta da una risposta immunitaria adattativa diretta contro componenti self, con produzione di autoanticorpi e attivazione persistente di linfociti T e B. Il modello paradigmatico è l’artrite reumatoide, che si caratterizza per sinovite simmetrica erosiva delle piccole articolazioni e può associarsi a un ampio spettro di manifestazioni extra-articolari. In questa sezione rientrano anche forme meno comuni ma altrettanto impegnative, caratterizzate da pattern immunologici e clinici specifici, nelle quali il riconoscimento precoce e il trattamento secondo strategie di treat-to-target permettono di prevenire il danno strutturale e la disabilità. L’indice delle artriti autoimmuni collega alle singole monografie dedicate alle diverse entità, con particolare attenzione ai biomarcatori sierologici, ai meccanismi patogenetici e alle terapie mirate.


Artriti sieronegative
Le artriti sieronegative costituiscono la famiglia delle spondiloartriti, in cui l’interessamento articolare periferico e assiale si accompagna frequentemente a entesite, dactilite e coinvolgimento extra-articolare a carico di cute, occhi e intestino. La definizione di “sieronegative” deriva dall’assenza del fattore reumatoide e di altri autoanticorpi tipici delle artriti autoimmuni classiche, mentre è spesso presente una marcata associazione con l’antigene HLA-B27. In questa sezione vengono raccolte le artriti associate a psoriasi, malattie infiammatorie croniche intestinali, artriti reattive e forme non radiografiche, con inquadramento basato sui criteri classificativi più recenti e sulle raccomandazioni EULAR e ASAS per la diagnosi e la gestione. L’indice rimanda a percorsi dedicati che dettagliano pattern clinici, imaging e strategie terapeutiche, incluse le terapie biologiche e mirate all’asse IL-17/IL-23.


Artriti microcristalline
Le artriti microcristalline sono caratterizzate dalla presenza di cristalli all’interno del liquido sinoviale e dei tessuti periarticolari, che attivano potentemente l’immunità innata mediante complessi meccanismi di riconoscimento e di attivazione dell’inflammasoma. Il prototipo è la gotta, dovuta alla deposizione di cristalli di urato monosodico, alla quale si affiancano le artropatie da deposizione di pirofosfato di calcio e di altri cristalli meno comuni. Le manifestazioni cliniche spaziano dalla crisi acuta iperalgica monoarticolare agli aspetti cronici tofacei e degenerativi, mentre la diagnosi è fondata sull’analisi del liquido sinoviale e sull’imaging, inclusa l’ecografia e la TC dual-energy. Il relativo indice guida il lettore attraverso le principali entità microcristalline, affrontandone gli aspetti metabolici, i fattori di rischio, le strategie di prevenzione e le opzioni terapeutiche farmacologiche e non farmacologiche.


Artriti infettive
Le artriti infettive comprendono i quadri in cui uno o più microrganismi patogeni colonizzano direttamente l’articolazione, determinando un processo flogistico potenzialmente distruttivo che richiede un inquadramento tempestivo e un trattamento aggressivo. In questa famiglia rientrano le artriti settiche batteriche acute del giunto nativo, le forme brucellari, tubercolari, micotiche e alcune manifestazioni articolari da agenti virali, con presentazioni che vanno dall’emergenza reumatologica iperacuta ai quadri cronici subdoli. L’indice delle artriti infettive collega alle monografie dedicate alle principali forme, nelle quali vengono dettagliati percorsi diagnostici basati su artrocentesi, colture, tecniche molecolari e imaging avanzato, oltre alle strategie di antibioticoterapia, terapia antimicrobica mirata e trattamento chirurgico.


Artriti post-infettive
Le artriti post-infettive, spesso indicate come artriti reattive, insorgono tipicamente a distanza di giorni o settimane da un’infezione genitourinaria, gastrointestinale o respiratoria, in assenza di dimostrazione del patogeno nel liquido sinoviale. Il meccanismo patogenetico prevede una risposta immunitaria aberrante in soggetti predisposti, con possibili cross-reazioni tra antigeni microbici e strutture articolari. Il quadro clinico è spesso quello di una oligoartrite asimmetrica degli arti inferiori, associata a entesite, dactilite e manifestazioni extra-articolari a carico di cute, mucose e occhi. Questa sezione raccoglie le principali forme di artrite post-infettiva, con particolare riferimento alla loro relazione con il gruppo delle spondiloartriti e ai criteri che consentono di differenziarle dalle artriti infettive e autoimmuni, oltre alle indicazioni terapeutiche che integrano trattamento dell’infezione trigger e gestione dell’infiammazione articolare.


Artriti metaboliche e da accumulo
Le artriti metaboliche e da accumulo sono espressione articolare di disordini sistemici del metabolismo, dell’osso e dei tessuti connettivi, o di patologie da deposito di sostanze anomale nei tessuti articolari e periarticolari. Rientrano in questo gruppo, oltre alla gotta e ad altre artropatie microcristalline, le manifestazioni articolari di iperparatiroidismo, emocromatosi, ocronosi, malattia da accumulo lisosomiale e altre condizioni in cui alterazioni endocrino-metaboliche o di deposito determinano modificazioni strutturali di cartilagine, osso e sinovia. La sezione dedicata approfondisce i rapporti tra patologia sistemica e quadro articolare, il ruolo dei biomarcatori e dell’imaging nel riconoscimento precoce delle alterazioni e le strategie di trattamento che integrano la correzione del disordine di base con la gestione mirata della sintomatologia articolare.


Artriti da connettiviti
Le artriti da connettiviti rappresentano l’espressione articolare di un gruppo di malattie sistemiche autoimmuni che coinvolgono il tessuto connettivo, tra cui il lupus eritematoso sistemico, la sindrome di Sjögren, le connettiviti miste e le connettiviti indifferenziate. In questi contesti, l’interessamento articolare può assumere aspetti molto diversi, dalle artralgie non erosive e fluttuanti fino a quadri che mimano l’artrite reumatoide, spesso associati a manifestazioni cutanee, sierositi, impegno renale, ematologico e neurologico. L’indice delle artriti da connettiviti indirizza alle singole monografie che analizzano nel dettaglio i pattern articolari caratteristici, il profilo autoanticorpale, le correlazioni con l’attività di malattia sistemica e l’impatto delle terapie immunosoppressive e biologiche sul quadro articolare e sulla prognosi globale.


Artriti da Vasculiti Sistemiche
Le artriti da vasculiti sistemiche si sviluppano nell’ambito di malattie caratterizzate da infiammazione e necrosi della parete vascolare, con coinvolgimento di vasi di diverso calibro e danno ischemico o infiammatorio di numerosi organi bersaglio. In questo scenario, le articolazioni possono essere interessate in modo variabile, dal semplice dolore periarticolare a quadri di vera sinovite, spesso associati a mialgie, neuropatie periferiche, porpora cutanea e interessamento renale o polmonare. Questa sezione raccoglie le principali vasculiti associate a quadri artritici, con attenzione ai pattern clinici che orientano il sospetto, al ruolo degli ANCA e di altri marcatori sierologici, alle peculiarità dell’imaging e alle strategie terapeutiche che combinano immunosoppressione di induzione e di mantenimento con la gestione del danno d’organo e delle complicanze infettive.


Artrite da Disordini Endocrini
L’artrite da disordini endocrini comprende le manifestazioni articolari e periarticolari associate a patologie endocrine quali acromegalia, iper e ipotiroidismo, disordini paratiroidei, diabete mellito e altre condizioni in cui alterazioni ormonali croniche modulano la struttura e la funzione dell’apparato muscolo scheletrico. L’interessamento articolare può presentarsi con caratteristiche infiammatorie, degenerative o miste, talora mimando artrosi o artriti infiammatorie primitive, e associarsi a ispessimento dei tessuti molli, sindromi da intrappolamento nervoso e coinvolgimento tendineo. L’indice dedicato a queste forme guida attraverso le principali entità endocrino-correlate, mettendo in evidenza il legame tra controllo della malattia di base e andamento del quadro articolare, nonché il ruolo dell’imaging e dei biomarcatori ormonali nella definizione diagnostica.


Altre artriti
La sezione altre artriti raccoglie un gruppo eterogeneo di condizioni articolari che non rientrano in modo univoco nei grandi capitoli classificativi precedenti, ma che rivestono comunque un’importanza clinica significativa per la loro capacità di mimare artriti più comuni, di associarsi a quadri sistemici complessi o di rappresentare la spia di malattie sottostanti. In questa categoria trovano posto, ad esempio, le artriti da sarcoidosi, le artriti paraneoplastiche, i quadri articolari associati a sindromi autoinfiammatorie e altre entità a bassa prevalenza ma ad alto impatto diagnostico. L’indice delle altre artriti offre un accesso strutturato a queste forme “di nicchia”, mettendo in risalto i segnali d’allarme e i percorsi di approfondimento necessari per evitare ritardi diagnostici e impostare strategie terapeutiche mirate.


Nel loro insieme, le sezioni dedicate alle diverse famiglie di artriti costituiscono un percorso organico che accompagna il lettore dalla classificazione generale alle specifiche entità di malattia, integrando aspetti epidemiologici, patogenetici, clinici, diagnostici e terapeutici. L’“indice degli indici” qui presentato ha lo scopo di facilitare l’orientamento all’interno di questo ampio spettro di condizioni, permettendo un accesso rapido e ragionato ai singoli capitoli e alle relative monografie, in costante aggiornamento sulla base delle evidenze scientifiche e delle raccomandazioni delle principali società reumatologiche internazionali.

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