I difetti di presentazione dell’antigene costituiscono un gruppo di rare immunodeficienze primitive in cui mutazioni genetiche compromettono l’espressione o la funzione delle molecole del complesso maggiore di istocompatibilità (MHC). Poiché le molecole MHC rappresentano il principale meccanismo di presentazione degli antigeni alle cellule T, la loro assenza o disfunzione determina una grave compromissione della risposta immunitaria adattativa, con quadri clinici che mimano forme di immunodeficienza combinata grave (SCID) o fenotipi peculiari caratterizzati da infezioni ricorrenti e autoimmunità.
I difetti di MHC classe II, noti anche come “bare lymphocyte syndrome type II”, comportano un blocco quasi completo della maturazione e attivazione delle cellule T CD4+, mentre i difetti di MHC classe I, o “bare lymphocyte syndrome type I”, si associano a riduzione delle cellule T CD8+ e a infezioni ricorrenti delle vie respiratorie. La diagnosi si basa su studi immunofenotipici e genetici, mentre la terapia comprende profilassi antimicrobica, immunoglobuline endovena e, in alcuni casi, trapianto di cellule staminali ematopoietiche.
Deficit MHC classe II
Il deficit di MHC classe II è una rara immunodeficienza autosomica recessiva causata da mutazioni in geni regolatori della trascrizione dei geni MHC II (RFXANK, RFX5, RFXAP, CIITA).
Queste mutazioni determinano assenza o marcata riduzione dell’espressione delle molecole HLA-DR, -DP e -DQ sulle cellule presentanti l’antigene, con conseguente blocco della maturazione delle cellule T CD4+ e ridotta produzione di anticorpi da parte delle cellule B.
Clinicamente i pazienti sviluppano un quadro simile alla SCID, con infezioni batteriche, virali e fungine gravi e ricorrenti, diarrea cronica, malnutrizione e ritardo di crescita.
Senza trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche la prognosi è infausta. La diagnosi si basa sull’assenza di espressione HLA classe II all’immunofenotipo e sulla conferma genetica. Il trapianto rimane l’unica terapia curativa, mentre le terapie di supporto comprendono profilassi antimicrobica e somministrazione di immunoglobuline.
Deficit MHC classe I (TAP1, TAP2, TAPBP)
Il deficit di MHC classe I è un’immunodeficienza autosomica recessiva causata da mutazioni in geni coinvolti nel trasporto e caricamento dei peptidi antigenici sulle molecole HLA di classe I, in particolare TAP1, TAP2 e TAPBP.
Queste mutazioni determinano ridotta espressione delle molecole HLA-A, -B e -C sulla superficie cellulare e conseguente difetto di maturazione delle cellule T CD8+.
Clinicamente i pazienti non presentano SCID classica ma sviluppano infezioni ricorrenti delle vie respiratorie (polmoniti batteriche e virali), complicate da bronchiectasie croniche e insufficienza respiratoria progressiva.
Alcuni soggetti presentano inoltre lesioni cutanee necrotiche ricorrenti.
La diagnosi si basa su immunofenotipo con ridotta espressione HLA classe I e conferma molecolare. La gestione prevede profilassi antimicrobica, immunoglobuline e terapie di supporto respiratorio; nei casi più severi può essere considerato il trapianto di cellule staminali ematopoietiche, sebbene l’esperienza clinica sia limitata.
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