Un aneurisma dell'arteria poplitea è una dilatazione anomala dell'arteria che passa dietro il ginocchio. Spesso viene scoperto per caso durante un ecocolordoppler e non provoca dolore. Il rischio principale, però, non è la sola presenza di una «pallina» dietro il ginocchio: all'interno dell'aneurisma possono formarsi coaguli che riducono o interrompono il sangue diretto alla gamba e al piede.
Non tutti gli aneurismi poplitei devono essere operati immediatamente. Il chirurgo vascolare valuta dimensioni, presenza di trombi, sintomi, condizioni delle arterie della gamba e salute generale. Nelle persone che possono sostenere un intervento, una dilatazione di circa 2 centimetri o più richiede in genere una valutazione per la riparazione, ma non è una soglia da applicare autonomamente a tutti. Se invece un piede diventa all'improvviso freddo, pallido, molto dolorante o insensibile, bisogna chiamare subito il 112 o il 118.
Molti aneurismi poplitei restano asintomatici e vengono individuati durante esami effettuati per altri problemi circolatori. Talvolta si nota un rigonfiamento pulsante dietro il ginocchio, ma non è un segno presente in tutti i casi. Una sensazione di peso o tensione locale può dipendere anche da altre condizioni, per esempio una cisti di Baker, e non permette di riconoscere un aneurisma senza un esame.
Quando l'aneurisma provoca disturbi, questi possono interessare più il piede che il ginocchio. Piccoli coaguli possono distaccarsi e raggiungere arterie più distali, causando episodi di dolore, alterazioni del colore delle dita o difficoltà a camminare. In altri casi il coagulo ostruisce improvvisamente l'arteria poplitea e può comparire una ischemia acuta dell'arto. Più raramente una dilatazione voluminosa comprime strutture vicine, provocando gonfiore o disturbi di sensibilità. La rottura è possibile ma decisamente meno tipica dell'aneurisma popliteo rispetto al rischio tromboembolico.
L'ecocolordoppler arterioso è un esame fondamentale: permette di misurare il diametro dell'aneurisma, osservare eventuali trombi al suo interno e valutare il flusso nella gamba. Se si sta considerando un intervento, il chirurgo può richiedere un'angio-TC o un'angio-RM per conoscere meglio la forma della dilatazione e lo stato delle arterie che portano sangue al piede.
Nel referto hanno importanza il diametro massimo, l'eventuale trombo parietale e la pervietà delle arterie a valle. Un aneurisma relativamente piccolo, ma con trombi e segni di embolizzazione, può richiedere un intervento anche prima di raggiungere una dimensione elevata. Al contrario, in alcune persone con aneurisma asintomatico e rischio operatorio importante può essere più appropriata una sorveglianza individualizzata. La misura in millimetri non è l'unico criterio.
Gli aneurismi poplitei possono essere presenti anche nell'altra gamba e possono associarsi ad aneurismi dell'aorta addominale. Per questo, dopo la diagnosi, lo specialista può indicare un esame anche dell'arteria poplitea controlaterale e dell'aorta addominale, anche quando non danno sintomi.
La decisione dipende soprattutto da sintomi, diametro, trombo, rischio di embolia e caratteristiche delle arterie della gamba. Le raccomandazioni della Society for Vascular Surgery suggeriscono di valutare la riparazione di un aneurisma popliteo asintomatico di diametro pari o superiore a 20 mm in pazienti idonei, per ridurre il rischio di complicanze tromboemboliche. Esistono eccezioni: aneurismi più piccoli possono richiedere trattamento se ci sono trombi e sospetti episodi embolici, mentre per alcuni pazienti fragili si può considerare un controllo più conservativo.
Con la chirurgia aperta si può escludere l'aneurisma dal flusso e creare un percorso alternativo al sangue mediante un bypass, spesso utilizzando una vena del paziente quando adatta. La riparazione endovascolare impiega invece un'endoprotesi introdotta attraverso un catetere per isolare la dilatazione. Entrambe le tecniche hanno vantaggi e limiti: il trattamento endovascolare è meno invasivo, ma può richiedere reinterventi e necessita di un'anatomia favorevole; la chirurgia aperta resta una soluzione consolidata per molti pazienti.
Se l'aneurisma è piccolo e non dà sintomi, il medico può indicare controlli ecografici periodici, spesso annuali in casi selezionati, con frequenza adattata alle caratteristiche della dilatazione. Anche dopo una riparazione è necessario un follow-up vascolare per verificare che il flusso resti adeguato. La scelta dei farmaci antiaggreganti o anticoagulanti dipende dal contesto clinico e dall'eventuale intervento; non vanno iniziati autonomamente. Per una trattazione tecnica è disponibile la monografia sull'aneurisma dell'arteria poplitea.
Un aneurisma popliteo noto deve essere valutato senza attendere il controllo successivo se compaiono dolore nuovo al polpaccio o al piede, dita che cambiano colore, ferite che non guariscono o peggioramento improvviso della distanza percorsa senza dolore. Il medico stabilirà quanto rapidamente intervenire. Se invece compaiono dolore intenso e improvviso, piede freddo o pallido, perdita di sensibilità o difficoltà a muovere il piede, si deve sospettare una grave riduzione del sangue all'arto: chiama subito il 112 o il 118.
Una possibile complicanza trombotica può richiedere un trattamento urgente per salvare la gamba. Il fatto che in precedenza l'aneurisma non desse fastidio non esclude un'occlusione improvvisa. Se vuoi capire come riconoscere il quadro vascolare acuto, la monografia sull'ischemia acuta dell'arto ne spiega l'inquadramento clinico e terapeutico.
Un gonfiore dietro il ginocchio è sempre un aneurisma?
No. Può avere molte cause, fra cui una cisti di Baker. La visita e l'ecocolordoppler permettono di distinguerle.
Un aneurisma popliteo di 2 centimetri va operato obbligatoriamente?
Non automaticamente. È una dimensione che generalmente porta a considerare la riparazione in pazienti idonei, ma contano anche trombi, sintomi, arterie distali e rischio dell'intervento.
Se non ho dolore posso rimandare tutti i controlli?
No. Un aneurisma può essere asintomatico e comunque comportare un rischio di trombosi o embolizzazione. È importante rispettare il programma di sorveglianza concordato.
Nota informativa: le informazioni contenute in questa pagina hanno esclusivamente finalità informative e divulgative e non sostituiscono il parere, la diagnosi o il trattamento di un medico. In caso di necessità, rivolgersi sempre a un professionista sanitario qualificato.
Trasparenza sull'intelligenza artificiale: questa pagina è stata realizzata con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale, utilizzati come ausilio nella produzione e nell'elaborazione dei contenuti.