Il dolore alle gambe durante il cammino può dipendere da una riduzione dell'afflusso di sangue ai muscoli, ma non è sempre un problema di circolazione. Un segnale caratteristico è il dolore che compare dopo aver percorso una certa distanza, costringe a fermarsi e si attenua in pochi minuti di riposo, per poi ripresentarsi quando si riprende a camminare. Questo disturbo si chiama claudicatio intermittens e può essere provocato dall'arteriopatia periferica.
Il dolore può tuttavia avere origini differenti, per esempio muscolari, articolari, neurologiche o venose. Per capire quando è opportuno controllare le arterie contano soprattutto il modo in cui il sintomo compare, la sua sede e gli eventuali fattori di rischio.
La claudicatio si manifesta più spesso come crampo, tensione, peso o affaticamento al polpaccio. Alcune persone avvertono dolore alla coscia o al gluteo, in relazione alle arterie interessate. Il disturbo compare quando il muscolo lavora e richiede più ossigeno, mentre il flusso sanguigno non aumenta a sufficienza a causa di un restringimento o di un'ostruzione arteriosa.
Un elemento utile è la ripetibilità: camminando più o meno alla stessa velocità e sullo stesso percorso, il fastidio tende a comparire dopo una distanza simile. In salita o accelerando può arrivare prima. Di solito basta fermarsi, anche restando in piedi, perché si riduca nell'arco di pochi minuti. Non è necessario sedersi o piegare la schiena per ottenere sollievo.
Non tutte le persone con arteriopatia, però, presentano questo andamento classico. Alcune riferiscono soltanto stanchezza insolita delle gambe, difficoltà a mantenere il passo o riduzione progressiva dell'autonomia nel cammino; altre non hanno sintomi evidenti.
Il sospetto è più forte in chi fuma o ha fumato, ha diabete, colesterolo elevato, ipertensione o una storia di malattie cardiovascolari. Anche l'età e la presenza di più fattori di rischio incidono sulla probabilità di una malattia arteriosa. La condizione da ricercare è soprattutto l'arteriopatia degli arti inferiori.
Il dolore dovuto a una stenosi del canale vertebrale può comparire camminando, ma spesso migliora soprattutto quando ci si siede o ci si piega in avanti. Può essere accompagnato da formicolio, bruciore o dolore che parte dalla zona lombare. Nella claudicatio arteriosa, invece, il sollievo dipende principalmente dall'interruzione dello sforzo, anche senza cambiare posizione.
Un problema articolare, come l'artrosi del ginocchio o dell'anca, tende a provocare dolore localizzato all'articolazione, rigidità o limitazione di determinati movimenti; il rapporto con la distanza percorsa è spesso meno regolare. Contratture e lesioni muscolari possono dare dolore alla pressione o durante movimenti specifici e non necessariamente regrediscono dopo pochi minuti di riposo.
Nei disturbi venosi sono più comuni senso di pesantezza, gonfiore e peggioramento dopo molte ore in piedi, con beneficio variabile sollevando le gambe. Una trombosi venosa può invece provocare gonfiore e dolore, spesso in una sola gamba, e richiede valutazione medica tempestiva. Nessuna di queste differenze è assoluta: più cause possono coesistere e la sola descrizione del dolore non consente una diagnosi certa.
La valutazione inizia con le domande sul disturbo e sui fattori di rischio, seguite dall'esame delle gambe e dei piedi. Il medico può controllare il colore e la temperatura della pelle, eventuali ferite e le pulsazioni arteriose a livello dell'inguine, dietro il ginocchio e sul piede. La presenza o l'assenza di un polso percepibile da sola non basta a confermare o escludere un'arteriopatia.
Il primo esame strumentale è spesso l'indice caviglia-braccio (ABI), che confronta la pressione arteriosa misurata alla caviglia con quella del braccio. Un valore pari o inferiore a 0,90 è generalmente compatibile con arteriopatia periferica, nel giusto contesto clinico. Se l'ABI a riposo è normale ma i sintomi restano sospetti, può essere utile ripeterlo dopo esercizio. Nelle persone con arterie poco comprimibili, per esempio in alcuni pazienti con diabete o malattia renale, possono servire misurazioni alternative.
L'ecocolordoppler arterioso permette di osservare il flusso e individuare eventuali restringimenti od occlusioni. Non è necessario eseguire indiscriminatamente tutti gli esami: il percorso dipende dai sintomi, dai risultati iniziali e dall'eventuale necessità di pianificare un trattamento. Anche quando la difficoltà a camminare è modesta, diagnosticare la malattia è importante perché segnala un possibile aumento del rischio di infarto e ictus.
È opportuno programmare una valutazione medica se il dolore compare regolarmente camminando, se si riesce a percorrere una distanza sempre minore o se il disturbo limita le attività quotidiane. Non conviene attribuirlo automaticamente all'età o a una scarsa forma fisica. Quando viene confermata un'arteriopatia, il trattamento comprende la prevenzione cardiovascolare e, nella claudicatio stabile, un programma di esercizio strutturato, oltre ad altre terapie secondo il caso.
Ci sono però segnali che non devono attendere una visita ordinaria. Dolore persistente al piede anche a riposo, soprattutto notturno, ferite che non guariscono o dita scure richiedono una valutazione vascolare rapida: possono indicare un'ischemia grave e non la semplice claudicatio.
Se una gamba o un piede diventano improvvisamente molto dolorosi, freddi o pallidi, soprattutto con perdita di sensibilità o difficoltà a muoverli, bisogna chiamare immediatamente il 112: può trattarsi di un'ischemia acuta dell'arto, un'emergenza tempo-dipendente. Non bisogna tentare di risolverla camminando.
Se il dolore passa fermandomi, significa che ho un'arteria chiusa?
No. Il miglioramento con il riposo è un indizio importante, ma non è specifico. Serve una valutazione clinica e, quando indicato, un controllo della circolazione arteriosa.
Il dolore da arteriopatia interessa sempre il polpaccio?
No. Il polpaccio è una sede comune, ma il fastidio può coinvolgere anche coscia e gluteo. Inoltre alcune persone manifestano soltanto debolezza o facile affaticamento durante il cammino.
Posso continuare a camminare se ho la claudicatio?
Nell'arteriopatia stabile, dopo valutazione medica, il cammino strutturato è parte della cura. La comparsa di dolore improvviso e persistente, ferite ischemiche o dolore a riposo richiede invece una valutazione prima di avviare o proseguire un allenamento.
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