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Cosa mangiare con lo scompenso cardiaco:
dieta, sale e liquidi

Con lo scompenso cardiaco non serve una "dieta speciale" fatta di pochi alimenti consentiti. L'obiettivo è seguire un'alimentazione cardioprotettiva, evitare un eccesso di sale, riconoscere i cibi molto ricchi di sodio e adattare l'assunzione di liquidi alla propria situazione clinica. Le restrizioni estreme, soprattutto di acqua o sale, non sono appropriate per tutti.
La gestione deve essere più personalizzata nei pazienti con edema, iponatriemia, malattia renale, pressione bassa, terapia diuretica intensa o scompenso cardiaco avanzato.

In pratica conviene:


Le indicazioni contemporanee sono meno rigide rispetto al passato. Il punto non è "bere il meno possibile" o eliminare completamente il sale, ma mantenere un equilibrio che riduca il rischio di congestione senza provocare sete eccessiva, disidratazione o una dieta nutrizionalmente povera.

Quanto sale si può assumere

Il sodio trattiene acqua e un'assunzione molto elevata può rendere più difficile il controllo della congestione. Le indicazioni europee suggeriscono di evitare un consumo eccessivo di sale e utilizzano come riferimento circa 5 g di sale al giorno, equivalenti a circa 2 g di sodio.
Questo valore comprende tutto il sale assunto durante la giornata, non soltanto quello aggiunto con la saliera. Una parte consistente deriva infatti dagli alimenti trasformati.

Non ci sono invece prove convincenti che una restrizione molto severa migliori gli eventi clinici nella maggior parte dei pazienti stabili. Nel trial SODIUM-HF, ridurre l'apporto di sodio a meno di 100 mmol al giorno non ha ridotto il composito di morte, ricoveri cardiovascolari e accessi in pronto soccorso rispetto alle cure usuali.
Il consenso HFA del 2024 sottolinea quindi che una dieta con apporto di sodio normale e non eccessivo è generalmente preferibile a restrizioni estreme, che possono ridurre qualità di vita e aderenza.

Quali cibi contengono più sodio

Il sale "nascosto" è spesso più importante di quello aggiunto durante la cottura. Salumi, formaggi molto sapidi, olive e sottaceti, snack, patatine, dadi da brodo, estratti di carne, salse pronte, piatti surgelati o confezionati, zuppe industriali, conserve e molti prodotti da forno possono fornire quantità elevate di sodio.
Anche pane, cracker e cereali da colazione possono contribuire in modo significativo quando vengono consumati ogni giorno, pur non avendo sempre un sapore molto salato.

Leggere l'etichetta aiuta a confrontare prodotti simili. Nell'Unione Europea la tabella nutrizionale riporta generalmente il contenuto di sale per 100 g o 100 ml. Scegliere la versione con meno sale, ridurre la frequenza dei cibi molto processati e usare più alimenti freschi è spesso più efficace che eliminare completamente il sale dai pasti preparati in casa.
Un modello alimentare di tipo mediterraneo, con verdura, frutta, legumi, cereali integrali, pesce, olio extravergine d'oliva e fonti proteiche poco processate, si integra bene con questi obiettivi.

Quanta acqua bere: perché non esiste un limite uguale per tutti

Una delle domande più frequenti è se chi ha scompenso debba bere soltanto 1 litro o 1,5 litri al giorno. La risposta è no, non in modo automatico. Nei pazienti stabili un apporto normale di liquidi, spesso nell'ordine di circa 1,5-2,5 litri al giorno, può essere appropriato e viene modulato soprattutto dalla sete, dalle condizioni climatiche e dalle perdite di liquidi.
Una restrizione a circa 1,5-2 litri al giorno può essere considerata in pazienti selezionati, per esempio con scompenso severo, congestione difficile da controllare o iponatriemia da diluizione.

Bere troppo poco può provocare ipotensione, capogiri, peggioramento della funzione renale e squilibri elettrolitici, soprattutto in chi assume diuretici. Al contrario, quantità molto elevate di liquidi possono rendere più difficile il controllo della congestione in persone predisposte.
La quantità ideale deve quindi essere personalizzata e può cambiare nel tempo. Durante caldo intenso, febbre, diarrea o vomito può essere necessario rivalutare temporaneamente sia l'introito di liquidi sia la terapia diuretica insieme al medico.

Potassio, sostituti del sale e alimenti da non eliminare senza motivo

Molti sostituti del sale contengono cloruro di potassio. Questo può sembrare vantaggioso, ma nello scompenso diversi farmaci tendono ad aumentare il potassio, soprattutto spironolattone, eplerenone, finerenone, ACE-inibitori, ARNI e ARB. Anche la malattia renale può favorire iperkaliemia.
Per questo non è consigliabile usare liberamente sali iposodici ricchi di potassio o integratori di potassio senza aver verificato terapia, funzione renale ed esami del sangue.

Non è invece corretto eliminare automaticamente frutta e verdura perché contengono potassio. Nella maggior parte delle persone costituiscono componenti importanti di una dieta sana. Una vera limitazione alimentare del potassio viene indicata soltanto quando esiste iperkaliemia o un rischio concreto legato alla funzione renale e alla terapia.
Anche un eccesso di restrizioni può favorire malnutrizione, perdita di massa muscolare e, nei pazienti fragili, peggioramento della prognosi.

Peso, alcol e organizzazione pratica dei pasti

Nei pazienti con scompenso già diagnosticato il peso serve anche come indicatore di ritenzione idrica. Un aumento rapido in pochi giorni non è necessariamente grasso accumulato: può rappresentare acqua. Per questo, quando consigliato, è utile pesarsi regolarmente nelle stesse condizioni e riferire variazioni inattese insieme a edema o peggioramento dell'affanno.
All'opposto, una perdita di peso involontaria e progressiva può indicare malnutrizione o, nelle forme avanzate, cachessia cardiaca e richiede valutazione.

L'alcol non dovrebbe essere utilizzato come parte "protettiva" della dieta. Un consumo eccessivo può aumentare pressione, aritmie e danno miocardico; quando lo scompenso è dovuto a cardiomiopatia alcolica l'astensione è particolarmente importante.
Sul piano pratico è utile costruire i pasti su alimenti semplici: verdure, legumi, pesce, carni non processate, cereali integrali, frutta e grassi insaturi. Questo riduce spontaneamente il sodio rispetto a una dieta ricca di salumi, formaggi molto salati, snack e cibi pronti.

Domande frequenti su dieta, sale e liquidi

Quanto sale si può mangiare con lo scompenso cardiaco?
Le raccomandazioni europee invitano a evitare un consumo eccessivo e indicano come riferimento non superare circa 5 g di sale al giorno. Restrizioni molto più severe non hanno dimostrato un beneficio generale e possono rendere la dieta difficile da seguire.

Quanta acqua bisogna bere con lo scompenso cardiaco?
Non tutti i pazienti devono limitarsi a 1 o 1,5 litri. Nei pazienti stabili è spesso appropriato un apporto normale guidato dalla sete, generalmente nell'ordine di 1,5-2,5 litri al giorno. Restrizioni di 1,5-2 litri sono riservate soprattutto a situazioni selezionate, come scompenso severo o iponatriemia.

Quali sono i cibi più ricchi di sale da limitare?
Gran parte del sale deriva da alimenti trasformati: salumi, formaggi molto sapidi, snack, patatine, dadi e preparati per brodo, salse, cibi pronti, conserve, prodotti da forno industriali e alcuni piatti da ristorazione.

Si può usare il sale iposodico nello scompenso?
Non automaticamente. Molti sostituti del sale contengono cloruro di potassio e possono aumentare il rischio di iperkaliemia nei pazienti che assumono antagonisti dei mineralcorticoidi, ACE-inibitori, ARNI o ARB o hanno malattia renale.

Bisogna eliminare completamente il sale nello scompenso?
No. L'obiettivo è evitare l'eccesso di sodio, non una dieta senza sale. Una restrizione estrema può essere poco sostenibile e le evidenze contemporanee non mostrano un beneficio clinico generale di una riduzione molto severa del sodio nei pazienti stabili.

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