I farmaci per la pressione servono quando il beneficio di ridurre stabilmente i valori supera i possibili rischi della terapia. Secondo le linee guida ESC 2024, nelle persone con ipertensione confermata ≥140/90 mmHg sono raccomandati sia gli interventi sullo stile di vita sia il trattamento farmacologico. In alcune persone con pressione inferiore a 140/90 mmHg ma rischio cardiovascolare elevato, i farmaci possono essere indicati già da valori ripetuti ≥130/80 mmHg dopo un periodo di interventi non farmacologici.
L'obiettivo non è semplicemente ottenere un numero più basso durante una singola misurazione, ma ridurre nel tempo il rischio di ictus, infarto, scompenso cardiaco, danno renale e altre complicanze.
I punti essenziali sono:
La scelta dettagliata dei farmaci è trattata nella monografia sulla terapia farmacologica dell'ipertensione. Questa guida risponde invece alle domande pratiche più comuni di chi deve iniziare o assumere una terapia antipertensiva.
Prima di iniziare un trattamento cronico è importante che la pressione sia stata misurata correttamente e, quando appropriato, confermata con misurazioni domiciliari o monitoraggio delle 24 ore. Questo riduce il rischio di trattare come ipertensione stabile un effetto da camice bianco o valori occasionalmente elevati.
Quando l'ipertensione è confermata a 140/90 mmHg o più, ESC 2024 raccomanda farmaci e stile di vita. L'intensità della terapia viene poi adattata a valori iniziali, età, tollerabilità, rischio cardiovascolare, funzione renale e malattie associate.
Una parte delle persone con pressione compresa tra 130-139/80-89 mmHg può avere comunque indicazione farmacologica quando il rischio cardiovascolare è sufficientemente elevato e i valori restano almeno a 130/80 mmHg dopo circa tre mesi di interventi sullo stile di vita.
Per chi viene trattato, ESC 2024 propone nella maggior parte degli adulti un obiettivo di pressione sistolica di 120-129 mmHg e diastolica di 70-79 mmHg, purché ben tollerato. In presenza di ipotensione ortostatica sintomatica, età molto avanzata, fragilità importante o altre condizioni, l'obiettivo può essere più prudente.
Le principali classi considerate di prima linea sono ACE-inibitori, sartani, calcio-antagonisti diidropiridinici e diuretici tiazidici o tiazido-simili. Agiscono con meccanismi diversi e possono essere associati tra loro per ottenere un controllo più efficace.
ACE-inibitori e sartani agiscono sul sistema renina-angiotensina; i calcio-antagonisti diidropiridinici riducono soprattutto le resistenze vascolari; i diuretici favoriscono l'eliminazione di sodio e contribuiscono a ridurre volume circolante e pressione.
I beta-bloccanti non sono la prima scelta universale per l'ipertensione non complicata, ma diventano particolarmente utili quando esistono indicazioni specifiche, per esempio alcune cardiopatie ischemiche, scompenso cardiaco, controllo della frequenza in alcune aritmie o altre condizioni cliniche.
La scelta cambia anche in presenza di malattia renale, diabete, albuminuria, coronaropatia, scompenso, fibrillazione atriale o altre patologie. Per questo due persone con la stessa pressione possono ricevere terapie differenti.
Per la maggior parte delle persone con ipertensione, ESC 2024 raccomanda di iniziare con una combinazione di due farmaci a basse dosi, preferibilmente riuniti in una singola compressa. L'approccio permette di agire contemporaneamente su meccanismi diversi della pressione e spesso controlla i valori più rapidamente rispetto all'aumento progressivo di un solo principio attivo.
Le associazioni più comuni combinano un ACE-inibitore o un sartano con un calcio-antagonista oppure con un diuretico tiazidico o tiazido-simile.
Se il controllo non è sufficiente, il passo successivo può essere una combinazione di tre classi complementari. Le compresse che contengono due o tre principi attivi riducono il numero di pillole quotidiane e gli studi mostrano in media una migliore aderenza rispetto agli stessi farmaci assunti separatamente.
Non devono invece essere associati ACE-inibitore e sartano tra loro, perché il doppio blocco del sistema renina-angiotensina aumenta il rischio di effetti avversi senza un vantaggio clinico che giustifichi la combinazione.
La terapia antipertensiva funziona soprattutto quando viene assunta con regolarità. È utile collegare la compressa a una routine quotidiana stabile e utilizzare, se necessario, un portapillole, promemoria o altre strategie che riducano le dimenticanze.
Non esiste un orario serale obbligatorio valido per tutti: grandi studi randomizzati non hanno dimostrato un vantaggio cardiovascolare generale dell'assunzione serale rispetto a quella mattutina. L'orario può quindi essere scelto in base al farmaco, alla tollerabilità e alle indicazioni del medico.
Se una dose viene dimenticata, le istruzioni possono cambiare da un farmaco all'altro. È corretto seguire il foglietto illustrativo o chiedere a medico o farmacista, evitando di raddoppiare automaticamente la dose successiva.
È utile misurare periodicamente la pressione a casa con una tecnica standardizzata, ma senza trasformare ogni singolo valore in una modifica della terapia. La guida su come misurare la pressione a casa spiega come ottenere valori confrontabili.
Gli effetti indesiderati dipendono dalla classe utilizzata. ACE-inibitori possono causare tosse in alcune persone; calcio-antagonisti diidropiridinici possono favorire edema alle caviglie; diuretici e farmaci che agiscono sul sistema renina-angiotensina possono modificare elettroliti e funzione renale. La presenza di un effetto indesiderato non significa che tutte le alternative provocheranno lo stesso problema.
Dopo l'inizio o l'aumento di alcuni farmaci possono essere necessari controlli di creatinina, funzione renale, sodio o potassio.
Una pressione normale o leggermente più bassa durante la terapia non è di per sé un motivo per sospenderla. Diverso è il caso di capogiri persistenti, svenimenti, marcata debolezza o ipotensione documentata: questi sintomi richiedono una rivalutazione della terapia e delle possibili cause.
ACE-inibitori e sartani richiedono particolare attenzione in gravidanza e non devono essere utilizzati in gravidanza. Chi pianifica una gravidanza o scopre di essere incinta deve contattare rapidamente il medico per rivedere la terapia. L'algoritmo terapeutico dell'ipertensione descrive in modo specialistico come vengono organizzati i diversi passaggi di trattamento.
Quando servono i farmaci per la pressione alta?
Secondo ESC 2024, con ipertensione confermata ≥140/90 mmHg sono raccomandati farmaci e stile di vita. Possono essere indicati anche con valori inferiori in persone selezionate ad alto rischio cardiovascolare.
Quali sono i farmaci di prima scelta?
Le classi principali sono ACE-inibitori o sartani, calcio-antagonisti diidropiridinici e diuretici tiazidici o tiazido-simili. I beta-bloccanti sono particolarmente utili quando esistono indicazioni specifiche.
Perché spesso si usano due farmaci insieme?
Due principi attivi a basse dosi con meccanismi complementari possono controllare meglio la pressione. Per la maggior parte dei pazienti ESC 2024 preferisce una combinazione iniziale di due farmaci, possibilmente in una sola compressa.
Se la pressione torna normale posso sospendere i farmaci?
No autonomamente. Una pressione normale può indicare che la terapia sta funzionando. Qualsiasi riduzione deve essere valutata sulla base di misurazioni ripetute e del rischio individuale.
Cosa devo fare se dimentico una compressa?
Dipende dal farmaco e dalla distanza dalla dose successiva. Va seguito il foglietto illustrativo o chiesto consiglio a medico o farmacista; non bisogna raddoppiare automaticamente la dose.
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