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Pressione alta:
quali valori sono alti e come interpretarli

Negli adulti, secondo le linee guida europee ESC 2024, si parla di ipertensione arteriosa quando la pressione misurata correttamente in ambulatorio è almeno 140/90 mmHg. A casa la soglia è più bassa: una media di almeno 135/85 mmHg indica ipertensione. Con il monitoraggio ambulatoriale delle 24 ore, comunemente chiamato Holter pressorio, le soglie sono ancora diverse: almeno 135/85 mmHg di giorno, 120/70 mmHg di notte oppure 130/80 mmHg come media delle 24 ore.
Un singolo valore alto, però, non basta quasi mai da solo per stabilire una diagnosi. La pressione varia continuamente e può aumentare per stress, dolore, attività fisica, caffeina, fumo o semplicemente perché è stata misurata con una tecnica non corretta.

Le soglie europee più utili da ricordare sono:


Queste soglie descrivono metodi di misurazione diversi e non vanno scambiate tra loro. La ipertensione arteriosa è una condizione definita dalla persistenza di valori elevati e dal contesto clinico, non da un numero osservato una sola volta.

Quali valori della pressione sono normali, elevati o da ipertensione

La pressione arteriosa viene espressa con due numeri. La pressione sistolica, comunemente chiamata "massima", è il valore più alto e corrisponde alla fase in cui il cuore si contrae. La pressione diastolica, o "minima", è il valore più basso e corrisponde alla fase di rilassamento tra due battiti.
Le linee guida ESC 2024 hanno introdotto, per la misurazione standardizzata in ambulatorio, tre grandi categorie: pressione non elevata, pressione elevata e ipertensione. È considerata non elevata una pressione inferiore a 120/70 mmHg. Valori con sistolica tra 120 e 139 mmHg oppure diastolica tra 70 e 89 mmHg rientrano nella categoria di pressione elevata. L'ipertensione inizia da 140 mmHg di sistolica oppure 90 mmHg di diastolica.

Questo significa che non è necessario che entrambi i numeri superino la soglia. Una pressione di 145/78 mmHg, per esempio, rientra nell'ipertensione perché la sistolica è almeno 140 mmHg. Allo stesso modo, una pressione di 128/92 mmHg rientra nell'ipertensione perché la diastolica è almeno 90 mmHg.
La categoria "pressione elevata" non equivale invece automaticamente a una diagnosi di ipertensione. Serve a identificare persone nelle quali rischio cardiovascolare, stile di vita, eventuali malattie associate e andamento dei valori meritano attenzione. Per approfondire questa fascia è disponibile la monografia sulla pressione arteriosa elevata.

Perché a casa e con l'Holter le soglie sono diverse

La pressione registrata nello studio medico non è perfettamente sovrapponibile a quella misurata nella vita quotidiana. In ambulatorio possono intervenire ansia, attesa, conversazione, posizione non corretta o il cosiddetto effetto camice bianco. Al contrario, alcune persone presentano valori normali dal medico ma elevati fuori dall'ambulatorio.
Per questo le linee guida attribuiscono grande importanza alle misurazioni out-of-office. Una media domiciliare di 135/85 mmHg corrisponde approssimativamente alla soglia ambulatoriale di 140/90 mmHg. Il monitoraggio delle 24 ore permette inoltre di osservare la pressione durante attività, riposo e sonno.

Se si deve capire quale sia la propria pressione abituale, non è utile misurarla in modo casuale decine di volte durante la giornata. È più informativo seguire un protocollo standardizzato con due misurazioni al mattino e due alla sera per più giorni. La procedura è spiegata nella guida come misurare la pressione a casa correttamente.
Quando invece serve conoscere anche l'andamento notturno o chiarire discrepanze tra valori domestici e ambulatoriali, può essere indicato il monitoraggio pressorio delle 24 ore.

Come interpretare 130/80, 140/90, 150/90, 160/100 e valori molto alti

Un valore come 130/80 mmHg misurato in ambulatorio non soddisfa la definizione europea di ipertensione, ma rientra nella categoria di pressione elevata. Il suo significato dipende dal rischio cardiovascolare complessivo, dall'età, dalle malattie presenti e dalla conferma con misurazioni corrette.
Una pressione di 140/90 mmHg raggiunge invece la soglia diagnostica ambulatoriale dell'ipertensione. Valori come 150/90 o 160/100 mmHg sono chiaramente sopra tale soglia, ma la decisione su accertamenti e trattamento non dipende soltanto dal numero osservato: contano ripetibilità, misurazioni fuori dall'ambulatorio, rischio cardiovascolare e possibili danni d'organo.

Valori molto elevati meritano maggiore attenzione, ma non esiste un numero che, da solo e senza considerare i sintomi, permetta di diagnosticare un'emergenza ipertensiva. L'emergenza è definita dalla presenza di una pressione molto alta associata a danno acuto d'organo.
Se una pressione marcatamente elevata si associa a dolore toracico, grave difficoltà respiratoria, debolezza o paralisi di un lato del corpo, difficoltà a parlare, confusione, perdita di coscienza, convulsioni o disturbi visivi importanti, è necessario richiedere immediatamente assistenza sanitaria. Se invece ci si sente bene, è opportuno sedersi, riposare e ripetere correttamente la misurazione, evitando di assumere dosi aggiuntive di farmaci di propria iniziativa.

Un valore isolato non è una diagnosi: conta la media e conta come si misura

La pressione arteriosa può cambiare anche di molti millimetri di mercurio in pochi minuti. Parlare durante la misurazione, tenere il braccio senza supporto, incrociare le gambe, usare un bracciale troppo piccolo, misurarsi subito dopo una sigaretta, un caffè o uno sforzo fisico può alterare il risultato.
Per una misurazione standardizzata è utile riposare seduti per almeno cinque minuti, tenere schiena appoggiata, piedi a terra, gambe non incrociate e braccio sostenuto all'altezza del cuore. Caffeina, tabacco ed esercizio fisico dovrebbero essere evitati nei 30 minuti precedenti. Il bracciale deve avere dimensioni adatte al braccio e l'apparecchio dovrebbe essere clinicamente validato.

Se più misurazioni, eseguite bene in giorni diversi, risultano elevate, il dato diventa molto più significativo. Il medico può quindi decidere se confermare il quadro con misurazioni domiciliari o con monitoraggio ambulatoriale, valutare altri fattori di rischio ed eventualmente ricercare danni d'organo o cause secondarie.
Il punto pratico è semplice: non ignorare valori ripetutamente alti, ma non farsi diagnosticare da una singola misurazione. La qualità della misurazione è parte integrante della diagnosi.

Domande frequenti sui valori della pressione

140/90 è pressione alta?
Sì. Nella classificazione ESC 2024, 140/90 mmHg o più in ambulatorio rientra nell'ipertensione. La diagnosi va però confermata con misurazioni ripetute e, quando possibile, con valori ottenuti fuori dall'ambulatorio.

A casa quali valori indicano ipertensione?
Una media domiciliare di almeno 135/85 mmHg rientra nella definizione di ipertensione. È la media di misurazioni standardizzate su più giorni, non il singolo valore occasionale, a essere più utile.

È più importante la pressione massima o la minima?
Entrambe contano. Con l'avanzare dell'età la sistolica assume particolare rilevanza prognostica, ma anche una diastolica di almeno 90 mmHg può definire ipertensione se la sistolica è più bassa.

Una sola misurazione alta significa essere ipertesi?
Di solito no. Stress, dolore, attività fisica, sostanze stimolanti e tecnica di misurazione possono modificare temporaneamente il valore. La diagnosi richiede conferma, salvo situazioni cliniche particolari.

Quando un valore molto alto richiede assistenza urgente?
Quando la pressione molto elevata si associa a sintomi compatibili con un danno acuto, come dolore toracico, dispnea importante, deficit neurologici, confusione, convulsioni o gravi disturbi visivi. In questi casi non bisogna limitarsi a ripetere le misurazioni a casa.

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