Sfondo Header
L'angolo del dottorino
Cerca nel sito... Ricerca avanzata
✖

Difetto interatriale:
si chiude da solo e quando deve essere chiuso?

Un difetto interatriale (DIA) può chiudersi spontaneamente, soprattutto se è un piccolo difetto tipo ostium secundum diagnosticato nei primi mesi di vita. I difetti più grandi hanno invece minori probabilità di chiusura e, quando provocano un significativo passaggio di sangue verso il cuore destro, vengono generalmente chiusi per prevenire conseguenze a lungo termine.
La decisione non dipende però da una singola misura in millimetri. Il cardiologo valuta tipo di difetto, dimensioni, quantità dello shunt, dilatazione di atrio e ventricolo destro, pressione polmonare e presenza di sintomi o complicanze.

Dopo una diagnosi di DIA, le tre domande più importanti sono:


Il difetto interatriale è una cardiopatia congenita frequente, ma non tutti i DIA hanno lo stesso comportamento. Il tipo ostium secundum è quello che più spesso consente una chiusura percutanea; altre forme hanno caratteristiche anatomiche e terapeutiche differenti.

Che cosa significa avere un difetto interatriale

Il setto interatriale separa l'atrio destro dall'atrio sinistro. Se durante lo sviluppo rimane una vera apertura nel setto, il sangue può attraversarla. Dopo la nascita la pressione nell'atrio sinistro è normalmente superiore a quella dell'atrio destro, quindi il flusso tende ad andare da sinistra verso destra e una quantità aggiuntiva di sangue raggiunge ventricolo destro e polmoni.
Un piccolo shunt può avere conseguenze minime o nulle. Se invece il passaggio è importante e persiste per anni, il cuore destro lavora con un volume maggiore e può dilatarsi. È proprio questo effetto sulle camere cardiache, più della presenza del foro in sé, a guidare molte decisioni terapeutiche.

Il tipo più comune è il DIA ostium secundum, localizzato nella parte centrale del setto. Il DIA ostium primum è più vicino alle valvole atrioventricolari e appartiene allo spettro dei difetti del canale atrioventricolare; il difetto del seno venoso è invece situato vicino all'ingresso delle vene cave ed è spesso associato ad anomalie del ritorno venoso polmonare.
Questa distinzione è importante perché soltanto una parte dei DIA, soprattutto molti secundum con margini anatomici adeguati, può essere chiusa con un dispositivo attraverso catetere.

Quali difetti interatriali possono chiudersi spontaneamente

La chiusura spontanea riguarda soprattutto i piccoli DIA secundum diagnosticati precocemente. Gli studi longitudinali mostrano che dimensione iniziale e età alla diagnosi sono tra i principali predittori: più il difetto è piccolo e più il bambino è giovane, maggiore è la probabilità che l'apertura si riduca molto o si chiuda.
Questo significa che un piccolo DIA trovato in un lattante non richiede necessariamente un intervento. Se non provoca dilatazione del cuore destro e il bambino sta bene, può essere sufficiente un controllo cardiologico a distanza, con frequenza adattata alla situazione.

Al contrario, i difetti ampi hanno probabilità molto minori di chiudersi completamente. Anche in questo caso, però, non si decide soltanto in base alla misura riportata sull'ecocardiogramma. Un foro può cambiare apparente dimensione secondo il piano ecografico, e ciò che conta clinicamente è quanta parte del flusso passa attraverso il difetto e quali conseguenze produce.
Le indicazioni ACC del 2026 sottolineano proprio questo principio: il follow-up deve essere individualizzato sulla fisiologia e non soltanto sul nome della diagnosi. Bambini con piccole lesioni asintomatiche possono richiedere controlli molto diradati, mentre shunt moderati o grandi vanno sorvegliati più da vicino.

Sintomi ed ecocardiogramma: come si capisce se il DIA è importante

Molti bambini con DIA, anche di dimensioni non trascurabili, non hanno sintomi evidenti. Il reperto iniziale può essere un soffio cardiaco o uno sdoppiamento caratteristico del secondo tono ascoltato durante una visita. Nei difetti più importanti possono comparire ridotta tolleranza allo sforzo, affaticabilità o infezioni respiratorie frequenti, ma nell'infanzia i sintomi possono rimanere modesti.
Per questo l'ecocardiogramma è centrale. Mostra sede e anatomia del difetto, direzione del flusso, dimensioni delle camere destre, funzione cardiaca e una stima delle pressioni polmonari.

Quando il ventricolo destro è chiaramente dilatato, significa che il passaggio di sangue attraverso il difetto ha un impatto emodinamico significativo. In casi selezionati possono essere utilizzati altri esami, come risonanza magnetica cardiaca, soprattutto quando l'ecocardiografia non definisce completamente anatomia o quantità dello shunt.
Nei bambini con difetto piccolo e nessun segno di sovraccarico, controlli troppo frequenti e ripetizione automatica dell'ecocardiogramma non sono sempre necessari. La frequenza viene stabilita dal cardiologo in base all'evoluzione e al tipo di DIA.

Quando deve essere chiuso e come si sceglie la procedura

Un DIA emodinamicamente significativo viene generalmente chiuso quando determina dilatazione del cuore destro o un importante shunt sinistro-destro, anche se il bambino riferisce pochi sintomi. L'obiettivo è evitare che il sovraccarico volumetrico persista per anni e aumenti il rischio futuro di aritmie, ridotta capacità funzionale e ipertensione polmonare.
Nella maggior parte dei bambini stabili con fisiologia tipica da DIA, la correzione di un difetto significativo viene programmata nell'età prescolare. La tempistica può essere anticipata se il quadro emodinamico è importante, se compaiono sintomi o se esistono altre condizioni che modificano il rischio.

Per molti DIA secundum con dimensioni e margini adatti, la scelta preferita è la chiusura percutanea: attraverso una vena viene portato nel cuore un dispositivo che si apre sui due lati del setto e occlude il difetto. Se il secundum è troppo grande o ha margini inadeguati, può essere necessario l'intervento chirurgico.
Il DIA ostium primum e il DIA del seno venoso richiedono invece in genere una correzione chirurgica perché il problema non è semplicemente un foro centrale che può essere coperto con un dispositivo.

Cosa succede dopo la chiusura e nella vita quotidiana

Dopo una chiusura riuscita, la grande maggioranza dei bambini conduce una vita normale. Il ventricolo destro tende progressivamente a ridurre il sovraccarico volumetrico e i controlli diventano meno frequenti se non rimangono shunt, aritmie o altre anomalie.
Dopo chiusura percutanea vengono prescritti farmaci antiaggreganti per un periodo definito dal centro e vengono eseguiti controlli ecocardiografici. Dopo correzione chirurgica il follow-up dipende dalla tecnica utilizzata e dall'eventuale presenza di lesioni residue.

Un piccolo DIA isolato senza conseguenze emodinamiche in genere non limita la normale attività del bambino. Anche dopo chiusura, una volta completata la fase di recupero e in assenza di problemi residui, l'attività fisica è generalmente ampia. Le indicazioni sportive devono comunque essere personalizzate dal cardiologo.
La diagnosi di DIA, quindi, non equivale automaticamente a un intervento: alcuni difetti si chiudono da soli, alcuni possono essere semplicemente osservati e altri vanno corretti perché sovraccaricano il cuore destro.

Domande frequenti sul difetto interatriale

Un difetto interatriale può chiudersi da solo?
Sì, soprattutto se è un piccolo ostium secundum diagnosticato nei primi mesi di vita. La probabilità diminuisce quanto più il difetto è ampio e quanto più tardi viene diagnosticato.

Come si capisce se deve essere chiuso?
Si guarda soprattutto l'effetto sulla circolazione: dilatazione di atrio e ventricolo destro, entità dello shunt, sintomi, pressione polmonare e anatomia del difetto. La sola misura in millimetri non è sufficiente.

A che età si chiude un DIA nel bambino?
Quando un DIA secundum è significativo ma il bambino è stabile, la correzione viene spesso programmata in età prescolare. In presenza di sintomi o fisiologia più impegnativa può essere indicato intervenire prima.

Si può chiudere sempre con il catetere?
No. Molti secundum sono adatti alla chiusura percutanea; ostium primum e seno venoso richiedono in genere la chirurgia, e anche alcuni secundum non hanno margini anatomici adatti a un dispositivo.

Un bambino con DIA può fare sport?
Un piccolo DIA senza conseguenze emodinamiche in genere non limita la normale attività. Dopo la chiusura, eventuali restrizioni sono soprattutto temporanee o legate a problemi residui specifici.

Bibliografia
  1. Sachdeva R, Parthiban A, Birnbaum B, Hancock HS, Jayaram NM, Plummer ST, Statile C. Outpatient Management of Isolated Left-to-Right Shunt Lesions in Pediatric Patients: 2026 ACC Concise Clinical Guidance. Journal of the American College of Cardiology. 2026;87(22):3185-3206. doi:10.1016/j.jacc.2025.11.020.
  2. Hanslik A, Pospisil U, Salzer-Muhar U, Greber-Platzer S, Male C. Predictors of spontaneous closure of isolated secundum atrial septal defect in children: a longitudinal study. Pediatrics. 2006;118(4):1560-1565. doi:10.1542/peds.2005-3037.
  3. Gurvitz M, Krieger EV, Fuller S, et al. 2025 ACC/AHA/HRS/ISACHD/SCAI Guideline for the Management of Adults With Congenital Heart Disease. Journal of the American College of Cardiology. 2026;87(7):822-976. doi:10.1016/j.jacc.2025.09.006.
  4. Stout KK, Daniels CJ, Aboulhosn JA, et al. 2018 AHA/ACC Guideline for the Management of Adults With Congenital Heart Disease. Circulation. 2019;139(14):e698-e800. doi:10.1161/CIR.0000000000000603.
  5. Feltes TF, Bacha E, Beekman RH 3rd, et al. Indications for cardiac catheterization and intervention in pediatric cardiac disease: a scientific statement from the American Heart Association. Circulation. 2011;123(22):2607-2652. doi:10.1161/CIR.0b013e31821b1f10.
  6. American Heart Association. Atrial Septal Defect (ASD). American Heart Association.
  7. Park MK, Salamat M. Park's Pediatric Cardiology for Practitioners. 7th ed. Elsevier; 2021.
  8. Shaddy RE, Penny DJ, Feltes TF, Cetta F, Mital S, eds. Moss and Adams' Heart Disease in Infants, Children, and Adolescents: Including the Fetus and Young Adult. 10th ed. Wolters Kluwer; 2022.
  9. Wernovsky G, Anderson RH, Krishna K, Redington A, Tweddell JS, Tretter JT, eds. Anderson's Pediatric Cardiology. 4th ed. Elsevier; 2019.
  10. Geva T, Martins JD, Wald RM. Atrial septal defects. Lancet. 2014;383(9932):1921-1932. doi:10.1016/S0140-6736(13)62145-5.

Nota informativa: le informazioni contenute in questa pagina hanno esclusivamente finalità informative e divulgative e non sostituiscono il parere, la diagnosi o il trattamento di un medico. In caso di necessità, rivolgersi sempre a un professionista sanitario qualificato.

Trasparenza sull'intelligenza artificiale: questa pagina è stata realizzata con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale, utilizzati come ausilio nella produzione e nell'elaborazione dei contenuti.