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Defibrillatore impiantabile:
cosa si può fare e cosa evitare

Il defibrillatore cardioverter impiantabile (ICD) controlla continuamente il ritmo cardiaco e può intervenire quando riconosce una tachicardia ventricolare o una fibrillazione ventricolare potenzialmente pericolosa. Molti dispositivi tentano prima una stimolazione antitachicardica e, se necessario, possono erogare uno shock.
Avere un ICD non significa vivere aspettando una scarica. Dopo la guarigione, molte persone tornano alle normali attività. È però importante sapere cosa fare se arriva uno shock, evitare il contatto ravvicinato con magneti potenti e rispettare i controlli del dispositivo.

Le regole pratiche più importanti sono:


L'ICD viene utilizzato soprattutto per prevenire la morte improvvisa in persone a rischio di tachicardia ventricolare o fibrillazione ventricolare. In alcuni pazienti viene impiantato dopo un arresto cardiaco; in altri viene utilizzato in prevenzione primaria quando il rischio è elevato anche senza un precedente arresto.

Cosa fare se l'ICD eroga uno shock

Uno shock può essere percepito come un colpo molto forte e improvviso al torace. Se prima della terapia si avverte forte capogiro o sensazione di svenimento, è prudente sedersi o sdraiarsi per evitare traumi in caso di perdita di coscienza.
Se si riceve un solo shock e subito dopo ci si sente bene, le indicazioni dei centri specializzati concordano sulla necessità di contattare rapidamente il team che segue l'ICD. Il dispositivo conserva informazioni sul ritmo che ha provocato la terapia e può essere possibile inviarle attraverso il monitoraggio remoto.

Se invece dopo lo shock si avvertono dolore toracico, grave affanno, debolezza importante, confusione, persistenza di palpitazioni o altri sintomi rilevanti, è necessaria assistenza urgente. Lo stesso vale in caso di due o più shock ravvicinati: possono indicare episodi aritmici ripetuti o, meno frequentemente, terapie inappropriate e richiedono una valutazione immediata.
Una persona che tocca il paziente durante la scarica non viene sottoposta a una defibrillazione pericolosa: lo shock viene erogato attraverso il sistema impiantato.

Telefono, smartwatch, magneti e apparecchi elettrici

I comuni elettrodomestici correttamente funzionanti possono generalmente essere utilizzati. L'attenzione principale riguarda i magneti potenti, perché un campo magnetico vicino all'ICD può attivare temporaneamente la modalità magnete e sospendere le terapie antitachicardiche.
FDA e American Heart Association raccomandano di mantenere telefoni cellulari, smartwatch, auricolari e altri dispositivi con magneti ad almeno circa 15 centimetri dal generatore. Non è quindi consigliabile appoggiare lo smartphone sul torace o conservarlo in una tasca direttamente sopra l'ICD.

Attrezzature industriali ad alta potenza, saldatrici ad arco e forti campi elettromagnetici richiedono indicazioni specifiche. Chi lavora abitualmente con queste apparecchiature dovrebbe discuterne con il centro ICD invece di applicare regole generiche.

Viaggi, controlli di sicurezza, sport e attività quotidiane

Viaggiare in automobile, treno o aereo non danneggia l'ICD. Ai controlli di sicurezza bisogna dichiarare il dispositivo e mostrare la tessera. Attraversare normalmente un metal detector non dovrebbe causare problemi, ma non bisogna fermarsi o appoggiarsi al varco; se viene utilizzata una bacchetta manuale, è opportuno chiedere che non venga mantenuta sopra il generatore più del necessario.
La possibilità di guidare è un tema diverso dalla compatibilità del dispositivo con l'automobile: le restrizioni dipendono dal motivo dell'impianto, da eventuali aritmie o shock e dalle norme vigenti. Devono quindi essere indicate dal cardiologo secondo il caso individuale.

Molte forme di attività fisica sono possibili dopo la guarigione. Il limite è determinato soprattutto dalla cardiopatia che ha portato all'impianto e dal rischio che un'aritmia provochi perdita di coscienza. Sport di contatto possono inoltre colpire il generatore o gli elettrocateteri e vanno valutati specificamente.

Risonanza magnetica, interventi e controlli del dispositivo

Prima di qualsiasi procedura medica bisogna comunicare la presenza dell'ICD. La risonanza magnetica non è automaticamente vietata: molti sistemi moderni sono MRI-conditional e, in centri esperti, possono esistere protocolli anche per alcuni sistemi diversi. È necessario però verificare generatore, elettrocateteri e condizioni specifiche prima dell'esame.
Anche elettrochirurgia, radioterapia e altre procedure possono richiedere programmazione temporanea o precauzioni. Non bisogna applicare un magnete sull'ICD autonomamente: l'effetto può disattivare le terapie antitachicardiche finché il magnete resta in posizione.

I controlli periodici verificano batteria, elettrocateteri, aritmie registrate e terapie erogate. Il monitoraggio remoto può trasmettere dati senza una visita fisica ogni volta, ma non sostituisce tutte le valutazioni cliniche. Se il dispositivo emette un allarme sonoro o una vibrazione non riconosciuta, bisogna contattare il centro.

Domande frequenti sul defibrillatore impiantabile

Cosa devo fare dopo uno shock?
Se è uno solo e ci si sente bene, contattare rapidamente il centro ICD. Se ci si sente male o gli shock sono ripetuti, serve assistenza urgente.
Chi mi tocca durante lo shock rischia qualcosa?
No. La scarica è erogata attraverso il sistema impiantato e non rappresenta un pericolo significativo per chi è vicino.
Posso usare il cellulare?
Sì, mantenendolo almeno circa 15 cm dal generatore e senza riporlo nella tasca sopra l'ICD.

Posso fare sport?
Spesso sì, ma la scelta dipende soprattutto dalla cardiopatia, dal rischio aritmico e dal tipo di attività.
L'ICD può dare shock inappropriati?
Sì, anche se sono meno frequenti con la programmazione moderna. Per questo ogni shock deve essere valutato dal centro.

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