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Arresto cardiaco:
come riconoscerlo e cosa fare subito

Se una persona improvvisamente non risponde, bisogna chiamare subito il 112 o il 118 e valutare la respirazione mentre si attende la risposta dell'operatore. Se non respira normalmente, bisogna presumere un arresto cardiaco e iniziare immediatamente la rianimazione cardiopolmonare.
Respiri sporadici, rumorosi, lenti o ansimanti possono essere gasping: non sono una respirazione normale e non devono ritardare le compressioni toraciche. Nel dubbio, l'operatore della centrale di emergenza guida il soccorritore passo per passo.

La sequenza pratica nell'adulto è:


L'arresto cardiaco è diverso dall'infarto, anche se un infarto può provocarlo. Nell'arresto il cuore non mantiene una circolazione efficace e il tempo diventa immediatamente critico. Alcuni arresti sono causati da fibrillazione ventricolare o altre aritmie defibrillabili, nelle quali l'uso precoce del DAE può essere decisivo.

Come riconoscere l'arresto cardiaco senza perdere tempo

Le linee guida ERC 2025 definiscono operativamente l'arresto cardiaco come la situazione in cui una persona è non responsiva e non respira normalmente. Non è necessario che il soccorritore non sanitario controlli il polso: cercarlo può essere difficile e ritardare l'inizio delle manovre.
Dopo aver verificato la sicurezza della scena, si prova a ottenere una risposta parlando alla persona e stimolandola. Se non risponde, la novità delle linee guida europee 2025 è particolarmente netta: si chiama subito il servizio di emergenza e si controlla il respiro mentre si attende la risposta della centrale.

Il gasping è uno degli errori più pericolosi nel riconoscimento. La persona può emettere singoli respiri, rantoli, sospiri o movimenti respiratori irregolari e sembrare ancora viva in modo rassicurante. In realtà questi atti respiratori agonici sono frequenti nei primi minuti dell'arresto cardiaco e devono essere considerati respirazione anomala.
All'inizio dell'arresto può comparire anche una breve attività simile a una crisi convulsiva. Quando i movimenti cessano, bisogna controllare immediatamente se la persona risponde e se respira normalmente.

Chiamare 112/118 e iniziare le compressioni toraciche

Se la persona non risponde, bisogna attivare immediatamente il 112 o il 118. Con un telefono cellulare è utile usare il vivavoce, così da poter seguire le istruzioni dell'operatore mentre si rimane accanto alla vittima. Se il respiro è assente o anomalo, si iniziano le compressioni senza ulteriori controlli inutili.
Le mani vanno posizionate al centro del torace, sulla metà inferiore dello sterno. Il palmo di una mano viene appoggiato sul torace, l'altra mano sopra la prima, con le dita intrecciate e le braccia dritte.

Nell'adulto il torace va compresso a una frequenza di 100-120 volte al minuto, raggiungendo una profondità di almeno 5 cm ma non oltre 6 cm. Dopo ogni compressione bisogna lasciare che il torace ritorni completamente alla posizione iniziale, evitando di rimanere appoggiati sullo sterno.
Le interruzioni devono essere ridotte al minimo. Una RCP imperfetta iniziata subito è molto più utile di nessuna RCP mentre si aspetta di essere certi della diagnosi.

Ventilazioni: cosa fare se non si è addestrati

Chi è addestrato a eseguire le ventilazioni può alternare 30 compressioni e 2 ventilazioni. Ogni ventilazione deve essere sufficiente a produrre un visibile sollevamento del torace, evitando quantità eccessive di aria.
Chi non è addestrato, non se la sente o non riesce a ventilare efficacemente può continuare con compressioni toraciche continue. Le linee guida ERC 2025 prevedono che l'operatore di centrale fornisca inizialmente istruzioni per la RCP con sole compressioni ai chiamanti non addestrati e passi alla sequenza 30:2 quando il soccorritore riferisce di sapere effettuare le ventilazioni.

Non bisogna interrompere a lungo le compressioni per cercare di perfezionare la tecnica o per effettuare controlli ripetuti. Se sono presenti più soccorritori, è utile alternarsi nelle compressioni quando possibile, perché la qualità tende a diminuire con la fatica.

Come usare il DAE e perché non bisogna averne paura

Il defibrillatore automatico o semiautomatico esterno (DAE) va utilizzato appena disponibile. In Italia, in caso di sospetto arresto cardiaco, la normativa consente l'uso del DAE anche a una persona non specificamente formata. Il dispositivo analizza autonomamente il ritmo e decide se una scarica è indicata.
Si accende il DAE, si scopre il torace e si applicano le piastre adesive nella posizione raffigurata sulle piastre stesse. Se sono presenti due soccorritori, uno può continuare le compressioni mentre l'altro prepara e applica il dispositivo, limitando l'interruzione.

Durante l'analisi nessuno deve toccare la vittima. Se il DAE indica uno shock, bisogna assicurarsi che nessuno sia a contatto con la persona e seguire il comando del dispositivo; nei modelli semiautomatici sarà necessario premere il pulsante di scarica. Subito dopo lo shock si riprendono le compressioni toraciche senza attendere di vedere se la persona reagisce.
Se il DAE comunica che lo shock non è indicato, si riprende ugualmente la RCP e si seguono le istruzioni successive. "Shock non consigliato" non significa che la persona non sia in arresto cardiaco: alcuni ritmi di arresto non sono defibrillabili.

Domande frequenti sull'arresto cardiaco

Come riconosco un arresto cardiaco?
Una persona non responsiva che non respira normalmente deve essere considerata in possibile arresto cardiaco.
Il gasping significa che sta respirando?
No. Respiri isolati, ansimanti, rumorosi o agonici sono respirazione anomala e possono comparire proprio nell'arresto cardiaco.
Devo cercare il polso?
No, non se sei un soccorritore non sanitario. Chiama 112/118 e segui le istruzioni dell'operatore.

Se non so fare il bocca a bocca posso aiutare?
Sì. Esegui compressioni continue; l'operatore della centrale ti guiderà. Se sei addestrato alle ventilazioni, usa la sequenza 30:2.
Posso usare il DAE anche se non ho fatto un corso?
Sì. In Italia, nel sospetto arresto cardiaco, l'uso è consentito anche a chi non possiede formazione specifica. Accendi il dispositivo e segui le istruzioni vocali o visive.

Bibliografia
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