Nell'adulto si parla generalmente di tachicardia quando la frequenza cardiaca supera 100 battiti al minuto. Per parlare davvero di tachicardia "a riposo", però, la misurazione deve essere fatta quando non si sta svolgendo attività fisica e dopo che il cuore ha avuto il tempo di rallentare.
Un valore sopra 100 non identifica automaticamente un'aritmia pericolosa. Febbre, dolore, ansia, disidratazione, anemia, ipertiroidismo, farmaci e molte altre condizioni possono far accelerare un normale ritmo sinusale. Una tachicardia che compare improvvisamente senza una causa evidente, persiste o provoca sintomi importanti richiede invece maggiore attenzione.
È utile distinguere tre situazioni:
La monografia sulla tachicardia descrive le diverse forme e i meccanismi elettrofisiologici. Qui l'obiettivo è diverso: capire cosa significa trovare i battiti alti mentre si è fermi, quali informazioni raccogliere e quando non è prudente aspettare.
Il cuore accelera fisiologicamente quando l'organismo richiede una maggiore portata di sangue. Questo accade con esercizio, ma anche in risposta a febbre, dolore, stress emotivo o una forte attivazione adrenergica. Una frequenza elevata può comparire inoltre con disidratazione, anemia, infezioni, ipertiroidismo, riduzione dell'ossigenazione o come effetto di alcuni medicinali e sostanze stimolanti.
In molte di queste situazioni il ritmo rimane sinusale: il nodo del seno continua a comandare il cuore, ma lo fa più velocemente. La tachicardia sinusale è quindi spesso un segnale di ciò che sta accadendo nell'organismo, non una malattia aritmica da "spegnere" indipendentemente dalla causa.
Per questo un singolo valore di 105 o 110 bpm non può essere interpretato senza contesto. È più utile chiedersi se la persona ha davvero riposato, se ha febbre, dolore o agitazione, se ha assunto caffeina, nicotina o farmaci stimolanti e se il valore rientra spontaneamente oppure resta elevato.
Una frequenza superiore a 100 bpm che persiste mentre si è tranquilli, si ripresenta frequentemente o rappresenta un cambiamento netto rispetto al proprio solito merita una valutazione, anche in assenza di emergenza. Il medico può cercare una causa sistemica e verificare se il ritmo sia effettivamente sinusale o se si tratti di un'aritmia.
Un episodio che inizia e termina molto bruscamente, soprattutto con frequenze decisamente elevate e ritmo apparentemente regolare, può essere compatibile con una tachicardia sopraventricolare. Altre aritmie possono produrre un polso rapido e irregolare.
Esiste inoltre la tachicardia sinusale inappropriata, una condizione specifica che non va diagnosticata semplicemente perché il polso è spesso alto. Prima di arrivare a questa conclusione è necessario escludere cause secondarie e documentare adeguatamente il ritmo.
La gravità non dipende soltanto dal numero visualizzato. Una tachicardia richiede una valutazione urgente soprattutto quando si accompagna a dolore o oppressione toracica, difficoltà respiratoria importante, svenimento o quasi svenimento, grave capogiro, confusione, debolezza marcata o rapido peggioramento.
Anche un battito molto rapido che non tende a rallentare e provoca malessere significativo deve essere valutato rapidamente. In presenza di sintomi importanti non è opportuno continuare a misurare ripetutamente la frequenza aspettando che superi una determinata soglia.
Se una persona perde coscienza e non respira normalmente, bisogna considerare un possibile arresto cardiaco e attivare immediatamente il sistema di emergenza. Le tachicardie ventricolari e la fibrillazione ventricolare sono condizioni diverse dalla comune tachicardia sinusale e possono essere rapidamente pericolose.
Se non sono presenti segnali d'allarme, ci si può fermare e sedere o sdraiare, evitando ulteriori sforzi. È utile annotare ora di inizio, durata, frequenza e regolarità del battito e gli eventuali fattori presenti in quel momento, come febbre, dolore, caffeina, farmaci o stress. Se si dispone di un dispositivo capace di registrare un ECG, il tracciato ottenuto durante i sintomi può essere utile per il medico.
Non è opportuno assumere autonomamente dosi aggiuntive di beta-bloccanti o altri farmaci per rallentare il cuore. Non bisogna inoltre praticare massaggi sul collo. Eventuali manovre vagali dovrebbero essere eseguite solo quando indicate per una tachicardia sopraventricolare riconosciuta e dopo aver ricevuto istruzioni appropriate.
La valutazione può comprendere un ECG e, se gli episodi sono intermittenti, un Holter o un monitoraggio più lungo. Gli esami del sangue possono cercare anemia, alterazioni degli elettroliti e disturbi tiroidei; in base al quadro possono essere indicati ecocardiogramma o altri accertamenti. L'obiettivo non è semplicemente abbassare il numero, ma identificare la ragione per cui il cuore sta battendo più velocemente.
Da quanti battiti si parla di tachicardia a riposo?
Nell'adulto, generalmente oltre 100 battiti al minuto. La misura deve però essere ottenuta in condizioni di vero riposo.
Avere 100-110 battiti al minuto a riposo è pericoloso?
Non necessariamente. Una modesta tachicardia può dipendere da febbre, ansia, dolore, disidratazione, anemia, tiroide o farmaci. Se persiste o non ha una causa evidente va valutata.
Quando è un'emergenza?
Quando si associa soprattutto a dolore toracico, importante difficoltà respiratoria, svenimento o quasi svenimento, grave capogiro, confusione o rapido peggioramento.
Cosa fare se il cuore accelera improvvisamente?
Fermarsi, sedersi o sdraiarsi, annotare l'inizio e controllare il polso se possibile. Non assumere farmaci aggiuntivi e non eseguire manovre sul collo. Con sintomi d'allarme occorre chiedere assistenza urgente.
Quali esami possono servire?
ECG, monitoraggio Holter o prolungato, esami del sangue e, quando indicato, ecocardiogramma o altri accertamenti mirati.
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