Quando una valvola cardiaca deve essere sostituita, non esiste una protesi migliore per tutti. Una valvola meccanica è molto resistente ma richiede anticoagulazione permanente con un antagonista della vitamina K. Una valvola biologica non richiede anticoagulazione per tutta la vita solo perché è presente la protesi, ma può deteriorarsi nel tempo e rendere necessario un nuovo intervento.
La scelta è quindi un equilibrio tra durata della protesi, rischio di sanguinamento, probabilità di dover intervenire nuovamente e preferenze della persona.
Le linee guida ESC/EACTS 2025 sottolineano che la decisione deve essere condivisa con il paziente. L'età è importante, ma non è una regola automatica: contano aspettativa di vita, altre malattie, possibilità di controllare bene l'INR, attività quotidiane, eventuale progetto di gravidanza e opzioni disponibili se la protesi dovesse deteriorarsi.
Le protesi meccaniche sono costruite con materiali artificiali molto resistenti. Il loro principale vantaggio è la durata: il deterioramento strutturale è raro. Lo svantaggio è che il sangue tende più facilmente a formare coaguli sulla protesi, perciò è necessario assumere per tutta la vita un anticoagulante antagonista della vitamina K e controllare regolarmente l'INR.
Il valore di INR da mantenere non è uguale per tutti: dipende dal tipo e dalla posizione della protesi e da eventuali fattori che aumentano il rischio trombotico.
Le protesi biologiche sono costituite da tessuto trattato, generalmente di origine animale, montato su una struttura di supporto oppure utilizzato in sistemi transcatetere. Hanno una minore tendenza alla trombosi rispetto alle valvole meccaniche e non richiedono anticoagulazione permanente per il solo fatto di essere presenti.
Il limite è la degenerazione strutturale: con il passare degli anni i lembi possono calcificarsi, irrigidirsi o danneggiarsi, causando stenosi o insufficienza. Questo processo tende a verificarsi più precocemente nei pazienti giovani.
Non esiste un numero di anni valido per tutte le bioprotesi. La durata dipende dal modello, dalla posizione, dall'età al momento dell'impianto e da caratteristiche individuali. In generale, più il paziente è giovane, maggiore è il rischio che una protesi biologica vada incontro a deterioramento durante la sua vita.
Per questo la scelta iniziale deve considerare non soltanto l'intervento di oggi, ma anche la cosiddetta strategia di vita: cosa sarà tecnicamente possibile fare se quella protesi dovesse fallire tra molti anni.
Una bioprotesi degenerata non significa automaticamente un'altra operazione a cuore aperto. In alcuni pazienti è possibile inserire una nuova valvola transcatetere dentro quella precedente, con una procedura valve-in-valve. Questa soluzione non è però possibile o ottimale in ogni anatomia: dimensioni della protesi, rischio di ostruire le coronarie e rischio di lasciare gradienti elevati devono essere valutati in anticipo.
Le possibili cause di problemi dopo una sostituzione valvolare non coincidono tutte con l'invecchiamento della protesi. La degenerazione strutturale della protesi va distinta, per esempio, dalla trombosi, dall'endocardite e dalle alterazioni non strutturali.
L'età serve come indicatore pratico dell'aspettativa di vita e quindi del tempo durante il quale la protesi dovrà funzionare. Secondo le ESC/EACTS 2025, una valvola meccanica dovrebbe essere considerata soprattutto sotto i 60 anni in posizione aortica e sotto i 65 anni in posizione mitralica, se non vi sono controindicazioni all'anticoagulazione.
Una protesi biologica dovrebbe invece essere considerata soprattutto oltre i 65 anni in posizione aortica e oltre i 70 anni in posizione mitralica.
Queste soglie non sono confini rigidi. Tra le età indicate esiste una zona in cui entrambe le opzioni possono essere ragionevoli. Anche fuori da quelle fasce una persona può avere motivi importanti per preferire la soluzione apparentemente meno tipica.
Una persona giovane con elevato rischio di sanguinamento o impossibilità a controllare regolarmente l'INR può essere orientata verso una bioprotesi; una persona con lunga aspettativa di vita e una forte volontà di evitare reinterventi può invece preferire una protesi meccanica.
Con una protesi meccanica l'anticoagulazione con antagonista della vitamina K è permanente. I farmaci anticoagulanti orali diretti, come apixaban, rivaroxaban, edoxaban o dabigatran, non devono essere usati al posto degli antagonisti della vitamina K per prevenire la trombosi di una valvola meccanica.
Il trattamento richiede controlli dell'INR, attenzione alle interazioni con altri farmaci e gestione programmata in caso di interventi o procedure invasive.
Una protesi biologica non comporta necessariamente assenza di anticoagulanti. Nel periodo dopo l'impianto possono essere prescritti farmaci antitrombotici secondo il tipo di protesi e l'intervento eseguito; inoltre una persona può avere un'altra indicazione all'anticoagulazione, come la fibrillazione atriale.
Per questo non è corretto scegliere una bioprotesi pensando semplicemente che significhi "nessun anticoagulante".
Una futura gravidanza pesa molto nella scelta. Le protesi meccaniche richiedono un'anticoagulazione indispensabile per proteggere la madre dalla trombosi valvolare, ma i diversi farmaci utilizzabili in gravidanza comportano rischi e compromessi differenti per madre e feto. Le linee guida 2025 favoriscono quindi, quando appropriato, una protesi biologica nelle donne che prevedono una gravidanza.
Se una protesi meccanica è già presente, la gravidanza non deve essere gestita modificando autonomamente il trattamento: richiede pianificazione specialistica e un Pregnancy Heart Team.
Anche attività lavorative o sportive con elevato rischio di trauma possono rendere meno desiderabile un anticoagulante permanente. Al contrario, la necessità di assumere già un antagonista della vitamina K per un'altra indicazione può ridurre uno degli svantaggi pratici della protesi meccanica.
La scelta finale dovrebbe quindi essere fatta dopo aver discusso non soltanto la durata delle due valvole, ma anche come ciascuna opzione influenzerebbe concretamente la vita della persona.
Quale dura di più?
La valvola meccanica. Le bioprotesi possono degenerare nel tempo, soprattutto quando vengono impiantate in persone giovani.
Con la valvola meccanica bisogna prendere anticoagulanti per sempre?
Sì. È necessaria anticoagulazione permanente con un antagonista della vitamina K, con obiettivo INR definito in base alla protesi e al profilo di rischio.
Una valvola biologica evita sempre gli anticoagulanti?
No. Può essere necessaria terapia antitrombotica dopo l'intervento o anticoagulazione per altre condizioni cardiache.
L'età decide da sola?
No. Le soglie di età orientano la scelta, ma non sostituiscono la valutazione individuale e le preferenze informate del paziente.
Se desidero una gravidanza quale protesi viene preferita?
Quando è appropriato, le linee guida favoriscono una protesi biologica perché evita la complessa anticoagulazione obbligatoria associata alle valvole meccaniche.
Nota informativa: le informazioni contenute in questa pagina hanno esclusivamente finalità informative e divulgative e non sostituiscono il parere, la diagnosi o il trattamento di un medico. In caso di necessità, rivolgersi sempre a un professionista sanitario qualificato.
Trasparenza sull'intelligenza artificiale: questa pagina è stata realizzata con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale, utilizzati come ausilio nella produzione e nell'elaborazione dei contenuti.