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Amiloidosi cardiaca

L'amiloidosi cardiaca è una malattia nella quale proteine mal ripiegate si organizzano in fibrille insolubili e si depositano nello spazio extracellulare del cuore. Il deposito aumenta rigidità e spessore apparente delle pareti, altera il microcircolo, infiltra atri, valvole e sistema di conduzione e riduce progressivamente la capacità di riempimento e di pompa. Il termine cardiomiopatia amiloide descrive il danno d'organo, ma la diagnosi terapeuticamente utile deve identificare la proteina che costituisce le fibrille.

Oltre il 98% delle forme cardiache attualmente diagnosticate deriva da catene leggere immunoglobuliniche monoclonali, amiloidosi AL, oppure da transtiretina, amiloidosi ATTR. Quest'ultima può dipendere da una sequenza TTR normale che diventa instabile con l'età, ATTRwt, o da una variante patogena germinale, ATTRv. Altre proteine possono depositarsi nel cuore ma sono eccezionali. La dicotomia AL-ATTR domina il percorso iniziale perché i tempi, gli specialisti e i trattamenti delle due malattie sono radicalmente differenti.

AL è un'urgenza ematologica: anche un piccolo clone plasmacellulare può produrre catene leggere fortemente amiloidogeniche e cardiotossiche, con progressione rapida e mortalità precoce nello stadio avanzato. ATTR tende mediamente a una traiettoria più lenta, ma non è benigna e causa scompenso, fibrillazione, blocchi e disabilità. La velocità biologica impone di escludere subito una componente monoclonale ogni volta che il sospetto cardiaco è concreto, senza attendere il completamento di tutto l'imaging.

Il riconoscimento è aumentato grazie a scintigrafia, risonanza e terapie modificanti la malattia. ATTRwt viene identificata in una quota di anziani con scompenso a frazione conservata, pareti ispessite o stenosi aortica, ma le percentuali degli studi di screening non possono essere applicate indistintamente alla popolazione generale. La prevalenza contestuale dipende da età, sesso, setting e criteri, mentre AL resta rara e non deve essere ricercata con screening non selezionato ma sospettata tempestivamente nei fenotipi coerenti.

Dalla proteina mal ripiegata al danno cardiaco

Le proteine amiloidogeniche perdono la conformazione nativa, formano oligomeri e infine fibrille ricche di foglietti beta che resistono alla degradazione. Le fibrille si legano a componenti della matrice, incluso il serum amyloid P component, e si accumulano fra i cardiomiociti e attorno ai piccoli vasi. L'espansione interstiziale aumenta l'extracellular volume, separa le fibre e rende la parete rigida prima che la frazione di eiezione diminuisca.

Nell'AL le catene leggere e i loro oligomeri esercitano anche tossicità diretta attraverso stress ossidativo, disfunzione lisosomiale e alterazioni della proteostasi. Questo aiuta a spiegare perché, a parità apparente di spessore o carico, AL possa presentare biomarcatori più elevati e una progressione più rapida di ATTR. La tossicità del precursore rende la risposta ematologica precoce un obiettivo vitale anche se il deposito non è ancora regredito.

La transtiretina è una proteina tetramerica prodotta soprattutto dal fegato che trasporta tiroxina e retinol-binding protein. La dissociazione del tetramero in monomeri è un passaggio limitante dell'amiloidogenesi; età o varianti TTR destabilizzano la struttura e favoriscono aggregazione. Stabilizzatori e silenziatori agiscono su punti diversi di questa cascata della transtiretina, frenando nuova formazione senza rimuovere istantaneamente il materiale già presente.

Il coinvolgimento atriale riduce contrattilità e funzione di reservoir, favorendo fibrillazione, trombi e insufficienza atrioventricolare. Il sistema di conduzione sviluppa blocchi e bradicardia, mentre il microcircolo infiltrato può generare angina e ischemia senza stenosi epicardiche. La malattia pan-cardiaca spiega perché il quadro non possa essere ridotto alla sola disfunzione diastolica del ventricolo sinistro.

Con la progressione lo strain longitudinale e la portata diminuiscono, la funzione destra peggiora e la frazione di eiezione può ridursi. La pressione arteriosa spesso scende rispetto ai valori precedenti e farmaci antipertensivi un tempo tollerati provocano ipotensione, soprattutto se coesiste disautonomia. La transizione sistolica rappresenta una fase avanzata ma non è necessaria per definire una cardiomiopatia clinicamente grave.

Red flag e presentazioni che non vanno separate

Dispnea, edema, ascite e affaticabilità sono comuni ma aspecifici. Il sospetto aumenta quando lo scompenso a frazione conservata si associa a pareti ispessite non spiegate, atri grandi, funzione destra ridotta, piccolo versamento, blocco o fibrillazione, oppure quando la pressione diminuisce in un paziente precedentemente iperteso. La discordanza clinica fra un cuore apparentemente ipertrofico e una bassa riserva pressoria è spesso più utile di un singolo cut-off.

Nell'ATTRwt tunnel carpale bilaterale, stenosi spinale lombare, rottura del tendine del bicipite e chirurgia ortopedica possono precedere il cuore di anni perché la transtiretina si deposita in legamenti e tenosinovia. Questi reperti sono comuni nell'anziano e non dimostrano la malattia, ma la loro combinazione con scompenso modifica la probabilità. La cronologia extracardiaca permette talvolta di riconoscere una fase cardiaca ancora iniziale.

ATTRv può manifestarsi con neuropatia sensitivo-motoria, dolore neuropatico, disautonomia, disturbi gastrointestinali, perdita di peso, sindrome del tunnel carpale, nefropatia o cardiomiopatia, con espressione dipendente dalla variante e dall'area geografica. Una storia familiare negativa non esclude la forma ereditaria a causa di penetranza, diagnosi mancate e famiglie piccole. Il test TTR universale dopo conferma di ATTR distingue la forma variante dalla wild-type anche nell'anziano.

Nell'AL proteinuria, edema nefrosico, macroglossia, porpora periorbitale, epatomegalia, neuropatia, disautonomia e calo ponderale sono indizi classici ma non obbligatori. Una componente monoclonale può essere piccola e l'assenza di criteri per mieloma non esclude produzione amiloidogenica. La dimensione del clone non riflette necessariamente la gravità dell'organo, perché la qualità tossica della catena leggera conta più della massa tumorale.

Sincope può derivare da blocco, tachiaritmia, disautonomia o incapacità di aumentare la portata; angina può riflettere microvasculopatia; ictus può precedere la fibrillazione documentata in un'atriopatia severa. La pluralità dei meccanismi richiede documentazione del ritmo, valutazione emodinamica e ricerca di trombi, evitando di attribuire automaticamente ogni evento a una singola causa.

ECG, ecocardiogramma e biomarcatori

L'ECG può mostrare basso voltaggio agli arti, pattern pseudo-infartuale, deviazione assiale, blocco di branca o atrioventricolare e fibrillazione. Il basso voltaggio non è presente in tutti i pazienti, soprattutto nell'ATTR, e la concomitante ipertensione può mantenere voltaggi elevati. Il mismatch massa-voltaggio fra pareti spesse e segnali piccoli è un indizio utile, ma la sua assenza non autorizza esclusione.

L'ecocardiogramma può evidenziare incremento biventricolare degli spessori, cavità non dilatate, atri aumentati, valvole e setto interatriale ispessiti, versamento, funzione destra ridotta e pattern restrittivo. Il termine granular sparkling non è sufficientemente specifico con le moderne armoniche e non deve essere usato come criterio. La geometria infiltrativa emerge dall'insieme delle strutture e dalla meccanica, non dalla texture soggettiva dell'immagine.

Lo strain longitudinale globale si riduce precocemente e può mostrare relativo risparmio apicale rispetto ai segmenti basali e medi. Questo apical sparing aumenta il sospetto in un contesto appropriato, ma compare anche in altre condizioni e può mancare in specifici stadi o tipi. La mappa dello strain è uno strumento di riconoscimento e prognosi, non un test capace di distinguere AL da ATTR.

NT-proBNP e troponina sono spesso persistentemente elevati e vengono utilizzati in sistemi di stadiazione, ma devono essere interpretati con funzione renale, fibrillazione, età e trattamento. Nell'AL la differenza fra catena leggera coinvolta e non coinvolta, dFLC, completa lo stadio Mayo; nell'ATTR NT-proBNP ed eGFR formano il sistema NAC. La stadiazione specifica confronta pazienti della stessa malattia e non è intercambiabile fra i due precursori.

La variazione seriale dei biomarcatori può riflettere decongestione, risposta causale, funzione renale o progressione. Nell'AL la risposta ematologica precede spesso quella cardiaca e una rapida caduta delle catene leggere è centrale; nell'ATTR l'andamento è più lento e non esiste un singolo biomarcatore validato come surrogato universale di efficacia. La lettura longitudinale necessita quindi di contesto terapeutico e misure funzionali.

Risonanza e prova del coinvolgimento cardiaco

La risonanza misura volumi, funzione e massa e caratterizza il tessuto con LGE, T1 nativo ed ECV. Il gadolinio si distribuisce in un interstizio enormemente ampliato e viene eliminato rapidamente dal sangue, producendo difficoltà nel nulling e pattern subendocardici diffusi o transmurali. La cinetica del contrasto è caratteristica della grande espansione extracellulare ma non identifica la proteina depositata.

Il T1 nativo è in genere elevato e può essere utile quando il contrasto è controindicato, mentre l'ECV quantifica la frazione extracellulare e correla con carico e prognosi. Valori assoluti dipendono da campo, sequenza e centro e non devono essere trasferiti senza riferimenti locali; anemia ed edema possono influenzarli. La quantificazione ECV consente confronti seriali se acquisizione e analisi sono standardizzate.

LGE e mapping sono sensibili al coinvolgimento cardiaco e aiutano a distinguere amiloidosi da HCM, ipertensione e Fabry, ma la sovrapposizione impedisce una tipizzazione affidabile AL-ATTR. Una risonanza suggestiva non sostituisce lo screening monoclonale e una risonanza non conclusiva non annulla un forte sospetto. La probabilità post-risonanza decide il test successivo, non chiude automaticamente il percorso.

La risonanza offre anche prognosi: LGE transmurale ed ECV elevato si associano a esiti peggiori in coorti AL e ATTR. Tuttavia il rischio individuale dipende da precursore, stadio, funzione renale, classe e terapia e non può essere comunicato come conseguenza deterministica di un'immagine. La stratificazione multiparametrica integra il tessuto con biomarcatori e stato clinico.

Algoritmo diagnostico: prima la componente monoclonale

Quando l'amiloidosi cardiaca è sospettata, il primo snodo esclude una proteina monoclonale con immunofissazione sierica, immunofissazione urinaria e catene leggere libere. La sola elettroforesi sierica non è sufficientemente sensibile e un rapporto alterato deve essere interpretato considerando la ridotta eliminazione renale. La triade monoclonale completa possiede elevata sensibilità per un clone AL e deve essere richiesta senza omissioni.

Se tutti i test monoclonali sono negativi, la scintigrafia con DPD, PYP o HMDP viene interpretata con immagini planari e SPECT o SPECT/CT. Una captazione cardiaca di grado Perugini 2 o 3, in un fenotipo compatibile, consente diagnosi non bioptica di ATTR; la SPECT conferma che l'attività è nel miocardio e non nel sangue o nelle coste. Il percorso non invasivo ATTR dipende dall'intera combinazione, non dal rapporto cuore-controlaterale isolato.

Una scintigrafia negativa non esclude AL e può essere negativa in alcune varianti TTR o nelle fasi iniziali. Una captazione lieve di grado 1 è indeterminata e non soddisfa i criteri non bioptici; inoltre infarto recente, calcificazioni, sangue residuo e specifiche amiloidosi rare possono creare interpretazioni errate. La qualità scintigraphica richiede timing, tracciante e lettura tridimensionale appropriati.

Se almeno un test monoclonale è anomalo e la scintigrafia è positiva, esistono tre possibilità: AL, ATTR con gammopatia monoclonale incidentale o rara coesistenza. In questo scenario occorre tessuto con tipizzazione, spesso biopsia endomiocardica se un campione extracardiaco non dimostra e identifica con certezza il deposito responsabile del cuore. La gammopatia concomitante è una delle trappole più pericolose negli anziani.

Se lo screening monoclonale è positivo ma la scintigrafia non mostra una captazione diagnostica, AL resta prioritaria e richiede rapido coinvolgimento ematologico e biopsia del sito più appropriato. Grasso periombelicale e midollo possono essere meno invasivi ma hanno sensibilità variabile; un risultato negativo non esclude il cuore. La urgenza diagnostica AL giustifica un percorso accelerato verso la dimostrazione tissutale quando il sospetto d'organo è alto.

Biopsia e tipizzazione della fibrilla

Il Congo red dimostra il deposito e la birifrangenza verde mela in luce polarizzata è la proprietà istologica classica. La quantità di amiloide in un piccolo campione non misura necessariamente l'intero carico cardiaco e la negatività di un sito extracardiaco non esclude deposito miocardico. La diagnosi istologica richiede campionamento adeguato e lettura esperta, soprattutto quando la deposizione è scarsa.

La tipizzazione mediante spettrometria di massa dopo microdissezione laser identifica le proteine del deposito con maggiore affidabilità rispetto a immunoistochimica non ottimizzata. Anticorpi possono reagire in modo aspecifico e proteine circolanti possono contaminare il campione; per questo un risultato incoerente con la clinica deve essere riesaminato. La firma proteomica è il riferimento quando la scelta terapeutica dipende dalla distinzione fra AL, ATTR o forme rare.

Dimostrare una plasmacellula clonale nel midollo non dimostra che il deposito sia AL, così come trovare una variante TTR non prova che il cuore sia infiltrato. La catena causale completa collega precursore, fibrilla e organo: deposito tipizzato AL con clone coerente oppure criteri non bioptici/tissutali ATTR con valutazione genetica successiva. La coerenza causale impedisce di confondere fattore di rischio e malattia manifesta.

Dopo una diagnosi ATTR, il sequenziamento di TTR è raccomandato indipendentemente dall'età o dall'apparente assenza di neuropatia, perché distingue ATTRv da ATTRwt e apre lo screening familiare. Dopo AL, la caratterizzazione del clone comprende midollo, FISH e valutazione della gammopatia secondo ematologia. La fase post-tipizzazione definisce origine, organi coinvolti e strategia, non è un dettaglio successivo alla diagnosi cardiaca.

Forme rare, doppia patologia e attribuzione causale

AL e ATTR spiegano la grande maggioranza dell'amiloidosi cardiaca clinicamente riconosciuta, ma non ogni deposito. Apolipoproteine AI e AII, gelsolina, fibrinogeno A-alfa, lisozima e altre proteine possono produrre amiloidosi ereditarie con distribuzioni d'organo diverse; l'amiloide AA da infiammazione cronica interessa soprattutto il rene e raramente il cuore in modo dominante. La rarità del precursore non autorizza a chiamare ATTR un deposito soltanto perché AL è stata esclusa.

La spettrometria di massa diventa decisiva quando storia familiare, scintigrafia e immunofissazione non convergono. Alcune amiloidosi rare possono mostrare captazione con traccianti ossei e alcune ATTR possono avere captazione modesta; parallelamente, una gammopatia monoclonale dell'anziano può essere incidentale. La discordanza fra piattaforme è un'indicazione a ottenere tessuto ben tipizzato, non a scegliere il risultato più comodo.

Due processi possono coesistere nello stesso cuore. ATTR può accompagnarsi a stenosi aortica, ipertensione, coronaropatia o HCM; più raramente sono documentati depositi di due proteine o una cardiotossicità indipendente. Per attribuire sintomi e prognosi occorre stimare la quota di ciascun meccanismo, perché una valvola corretta non rimuove l'infiltrazione e un farmaco anti-amiloide non cura ischemia. La causalità proporzionale sostituisce l'etichetta unica con una gerarchia terapeutica.

La diagnosi differenziale delle pareti spesse comprende cardiopatia ipertensiva, HCM sarcomerica, Fabry, Danon, PRKAG2, malattia mitocondriale ed edema miocardico. Valvola, rene, preeccitazione, debolezza, età e pattern di LGE restringono il campo; T1 nativo basso orienta verso accumulo lipidico o ferro anziché amiloide, pur con eccezioni tecniche. Il confronto fra fenocopie evita di trasformare un segno sensibile in diagnosi specifica.

Atrio, microcircolo e trombosi

L'atrio non è soltanto una camera dilatata per la pressione ventricolare. L'infiltrazione della parete riduce reservoir, conduzione e contrazione, creando un'atriopatia che può precedere o amplificare la fibrillazione. Un atrio poco contrattile genera stasi anche in ritmo sinusale, specialmente con disfunzione diastolica severa. La miopatia atriale amiloide aiuta a comprendere trombi sproporzionati rispetto ai punteggi costruiti nella popolazione generale.

Prima di cardioversione, l'ecocardiografia transesofagea è spesso indicata nonostante anticoagulazione apparentemente adeguata, perché trombi o contrasto spontaneo sono più frequenti. Al di fuori della fibrillazione, tuttavia, l'anticoagulazione sistematica in tutti i pazienti in ritmo sinusale non dispone di prove definitive; la decisione considera trombo documentato, funzione atriale, sanguinamento e altri fattori. La prevenzione tromboembolica deve essere aggressiva quando il rischio è dimostrato, ma non dogmatica dove l'evidenza manca.

Il deposito perivascolare e la disfunzione endoteliale compromettono la riserva coronarica. Angina, dispnea da sforzo e troponina persistentemente elevata possono comparire senza stenosi epicardiche significative; in AL si aggiunge la tossicità diretta delle catene leggere. La microangiopatia amiloide spiega una parte del danno subendocardico e impedisce di liquidare ogni dolore come non cardiaco dopo coronarografia negativa.

La valutazione ischemica va comunque calibrata sul rischio aterosclerotico, perché amiloidosi e coronaropatia possono coesistere. Test funzionali possono essere difficili da interpretare in presenza di basso flusso e anomalie diffuse, mentre TC o angiografia rispondono alla domanda anatomica. La duplice fisiopatologia coronarica richiede di distinguere una lesione trattabile dal deficit microvascolare che resterà dopo rivascolarizzazione.

Situazioni che alterano i biomarcatori

NT-proBNP è centrale nella stadiazione ma dipende da funzione renale, fibrillazione, età, pressione di riempimento e farmaci; BNP e NT-proBNP non sono intercambiabili e sacubitril/valsartan altera soprattutto il primo. La troponina riflette danno cronico ma aumenta anche con ischemia, tachicardia o insufficienza renale. La contestualizzazione dei biomarcatori richiede trend, condizioni di prelievo e coerenza con volume e ritmo.

Nell'AL la differenza fra catena leggera coinvolta e non coinvolta, o dFLC, misura la produzione clonale ma perde precisione quando entrambe aumentano per ridotta clearance. Il rapporto può essere falsato da rene e da soppressione immunitaria; immunofissazione e midollo completano l'interpretazione. La risposta ematologica non può essere dedotta dal solo valore assoluto di una catena in un paziente con nefropatia avanzata.

Nell'ATTR non esiste un biomarcatore circolante che quantifichi direttamente la massa amiloide e sia validato per scegliere un cambio di farmaco. Una riduzione della transtiretina durante silenziamento documenta l'effetto farmacodinamico, ma non misura da sola il beneficio cardiaco; retinolo e proteina legante il retinolo cambiano per lo stesso meccanismo. La separazione farmacodinamica-clinica previene escalation basate su un numero biologicamente atteso.

Peso e creatinina possono muoversi in direzioni apparentemente contraddittorie durante decongestione. Una modesta crescita della creatinina con netto miglioramento dei segni di volume non equivale necessariamente a danno strutturale, mentre un valore stabile in grave congestione non garantisce perfusione adeguata. La funzione renale dinamica viene interpretata con diuresi, pressione, elettroliti e traiettoria clinica.

Gestione cardiaca comune e limiti dei farmaci

La congestione viene trattata soprattutto con diuretici dell'ansa, spesso associati a un antagonista mineralcorticoide se pressione, potassio e rene lo consentono. Il margine fra sovraccarico e ipovolemia è ristretto perché il volume sistolico è piccolo e dipende dal precarico; peso, pressione e funzione renale guidano gli aggiustamenti. La euvolemia sorvegliata migliora sintomi senza pretendere di normalizzare pressioni in un ventricolo infiltrato.

Beta-bloccanti, ACE-inibitori, sartani e ARNI possono essere poco tollerati per ipotensione, bassa portata e disautonomia, ma non vanno considerati universalmente vietati. Il consensus ESC 2026 sull'ATTR distingue scenari e sottolinea la scarsità di trial randomizzati sulle terapie non specifiche; dati osservazionali suggeriscono possibili benefici per antagonisti mineralcorticoidi e beta-bloccanti a basse dosi in sottogruppi. La personalizzazione emodinamica sostituisce regole assolute di sospensione o prescrizione.

La fibrillazione atriale è frequente e spesso mal tollerata. Il controllo del ritmo può essere perseguito, ma recidive sono comuni; digossina e calcio-antagonisti non diidropiridinici richiedono cautela per tossicità, legame all'amiloide e depressione emodinamica. L'anticoagulazione è generalmente indicata nella fibrillazione indipendentemente dal punteggio tradizionale, dopo valutazione del sanguinamento. La atriopatia trombogenica giustifica attenzione anche prima della cardioversione e in ritmo sinusale con forte sospetto di trombo.

Blocchi e bradicardia richiedono pacemaker secondo indicazioni, mentre la resincronizzazione può essere considerata con alta percentuale di pacing e disfunzione. L'ICD può essere indicato in prevenzione secondaria selezionata, ma in prevenzione primaria l'evidenza è limitata perché una parte delle morti deriva da dissociazione elettromeccanica o scompenso non defibrillabile. La selezione del dispositivo integra aritmie documentate, stadio, aspettativa di vita e obiettivi del paziente.

Stenosi aortica e ATTR possono coesistere; una diagnosi di amiloidosi non esclude automaticamente la sostituzione valvolare. La TAVI può offrire beneficio nei pazienti selezionati, considerando fragilità, portata, funzione e prognosi sistemica. Il doppio carico valvolare-infiltrativo richiede di stimare quanto dei sintomi sia reversibile e di evitare sia futilità sia negazione di una terapia utile.

Terapia causale, follow-up e prognosi

Nell'AL la terapia mira a eliminare rapidamente la produzione della catena leggera mediante regimi clone-diretti, oggi spesso basati su daratumumab e bortezomib, adattati allo stadio cardiaco. Nell'ATTR farmaci stabilizzatori o silenziatori riducono nuova amiloidogenesi e hanno dimostrato benefici clinici in trial. La terapia della fonte è sempre specifica del precursore e deve iniziare quanto prima, ma non sostituisce la gestione quotidiana dello scompenso.

Il follow-up AL valuta catene leggere con grande rapidità e risposta cardiaca e renale nei mesi successivi; quello ATTR integra stato funzionale, ricoveri, biomarcatori, ritmo e imaging a intervalli ragionevoli. Cambiamenti del NT-proBNP possono derivare da volume, rene o fibrillazione e non vanno interpretati isolatamente come fallimento. La risposta su più domini distingue controllo del precursore, stabilità clinica e regressione tissutale.

Lo stadio Mayo 2012 nell'AL utilizza troponina, NT-proBNP e dFLC, mentre lo stadio NAC nell'ATTR combina NT-proBNP e filtrato glomerulare. Questi sistemi stratificano coorti e supportano colloqui prognostici, ma la terapia moderna, età e comorbilità modificano gli esiti rispetto alle coorti originali. La prognosi aggiornata deve includere risposta e traiettoria, non fermarsi allo stadio iniziale.

Trapianto cardiaco è possibile in candidati selezionati. Nell'AL richiede un piano per controllare il clone e assenza di malattia extracardiaca incompatibile; nell'ATTR considera neuropatia, età e terapie TTR, mentre il trapianto epatico ha oggi un ruolo più circoscritto rispetto al passato. La strategia trapiantologica viene decisa da centri che integrano cardiologia, ematologia, neurologia e genetica.

La diagnosi precoce modifica la storia naturale perché interviene prima che piccola cavità, insufficienza destra e danno multiorgano riducano la tolleranza terapeutica. Tuttavia il beneficio non è immediato e la malattia avanzata resta ad alto rischio anche dopo una risposta biologica. Una comunicazione realistica unisce possibilità concrete di rallentamento alla necessità di seguire congestione, aritmie e qualità di vita nel lungo periodo.

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