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Tumori misti rari dello stomaco

I tumori misti rari dello stomaco rappresentano un gruppo eterogeneo di neoplasie in cui coesistono, nello stesso tumore, componenti istologiche e biologiche differenti, generalmente riconducibili a linee di differenziazione epiteliale ghiandolare e neuroendocrina, oppure ad altre combinazioni meno comuni. Queste forme includono soprattutto le neoplasie oggi inquadrate come MiNEN (mixed neuroendocrine-non neuroendocrine neoplasms), nelle quali una quota significativa della massa tumorale è costituita da una componente neuroendocrina e da una componente non neuroendocrina, più spesso adenocarcinomatosa. La rarità dell’entità, la complessità morfologica e la necessità di una caratterizzazione anatomopatologica accurata rendono la diagnosi impegnativa, con un rischio concreto di sottostima quando il campionamento bioptico intercetta solo una delle componenti.

Dal punto di vista clinico, i tumori misti gastrici si presentano frequentemente con sintomi sovrapponibili al carcinoma gastrico convenzionale, come dolore epigastrico, anemia sideropenica, calo ponderale e sanguinamento digestivo. In una parte dei casi, soprattutto quando la componente neuroendocrina è ben differenziata e funzionalmente attiva, possono comparire manifestazioni endocrine, ma nella sede gastrica e nei tumori misti ad alto grado questo scenario è meno comune rispetto ad altri distretti. La biologia è spesso dominata dalla componente più aggressiva, che condiziona pattern di diffusione, risposta ai trattamenti e prognosi.

Il trattamento è multimodale e richiede un inquadramento multidisciplinare precoce. Nelle forme resecabili, la chirurgia con intento curativo è centrale, mentre la terapia sistemica deve essere scelta in modo razionale in base allo stadio e, soprattutto, al grado e alla natura della componente dominante. Nei tumori con componente neuroendocrina di alto grado, l’approccio tende a convergere verso schemi impiegati per i carcinomi neuroendocrini, mentre nelle forme in cui prevale il fenotipo adenocarcinomatosa l’impostazione segue più spesso i principi del carcinoma gastrico, con integrazione di biomarcatori predittivi quando disponibili.

Epidemiologia e fattori di rischio

L’epidemiologia dei tumori misti rari dello stomaco è difficile da definire con precisione per la bassa incidenza e per l’evoluzione delle definizioni nosologiche. Con l’introduzione del concetto di MiNEN e con l’affinamento dei criteri anatomo patologici, una quota di casi storicamente etichettati come adenocarcinomi con differenziazione neuroendocrina o come carcinomi neuroendocrini con aree ghiandolari viene oggi riclassificata in modo più coerente. Nonostante ciò, l’entità rimane rara nella pratica clinica e gran parte delle conoscenze deriva da serie retrospettive e registri.

Dal punto di vista demografico, i casi sono descritti prevalentemente nell’adulto e nell’anziano, in parallelo con l’epidemiologia del carcinoma gastrico. La sede può coinvolgere qualsiasi regione dello stomaco, con variabilità legata al tipo istologico e alle condizioni di mucosa di fondo. La presentazione in fase avanzata è frequente, sia per sintomi iniziali aspecifici sia per difficoltà diagnostiche legate a campionamento incompleto.

Le cause eziologiche dei tumori misti gastrici non sono definite in modo univoco. In molti casi, le componenti condividono un’origine clonale comune, suggerendo che una singola popolazione neoplastica possa acquisire programmi di differenziazione divergenti nel corso della progressione tumorale. Questo modello è compatibile con un’evoluzione da lesioni epiteliali precursori o da un carcinoma gastrico che, attraverso instabilità genomica e selezione clonale, sviluppa una componente neuroendocrina biologicamente rilevante.

In termini di fattori di rischio, si considerano in generale quelli del carcinoma gastrico e delle neoplasie neuroendocrine gastriche, con una sovrapposizione parziale. L’infezione da Helicobacter pylori, la gastrite cronica atrofica e la metaplasia intestinale rappresentano contesti associati alla carcinogenesi gastrica in generale e possono costituire il terreno di background in alcuni tumori misti. Un capitolo distinto è l’iperplasia delle cellule ECL e il contesto di ipergastrinemia cronica, che è rilevante per tumori neuroendocrini gastrici ben differenziati, ma non spiega da sola la genesi delle forme miste ad alto grado. Anche condizioni autoimmuni come la gastrite autoimmune, con atrofia ossintica e ipergastrinemia compensatoria, possono associarsi a neoplasie neuroendocrine ben differenziate e, raramente, a quadri complessi in cui coesistono componenti differenti.

In sintesi, l’epidemiologia è dominata dalla rarità e dalla variabilità definitoria, mentre i fattori di rischio includono contesti di carcinogenesi gastrica e, in sottogruppi selezionati, condizioni che favoriscono proliferazione neuroendocrina. La comprensione eziopatogenetica rimane in evoluzione e richiede un inquadramento caso-specifico basato su morfologia, biomarcatori e mucosa di fondo.

Screening e sorveglianza

Per i tumori misti rari dello stomaco non esistono programmi di screening specifici. Le strategie di prevenzione secondaria dipendono dalle indicazioni generali per il carcinoma gastrico e, nei contesti appropriati, dalla sorveglianza di condizioni preneoplastiche della mucosa. In aree ad alta incidenza di carcinoma gastrico, i programmi endoscopici possono intercettare precocemente neoplasie gastriche, ma la rarità dei tumori misti rende impossibile una strategia dedicata.

La sorveglianza endoscopica è invece rilevante nei pazienti con gastrite atrofica estesa, metaplasia intestinale o gastrite autoimmune, in cui il follow-up mira a identificare precocemente displasie e neoplasie epiteliali e, in alcuni sottogruppi, lesioni neuroendocrine. In tali contesti, la qualità dell’endoscopia, la valutazione sistematica della mucosa e il campionamento mirato sono determinanti perché alcune lesioni possono essere multifocali o presentarsi con caratteristiche endoscopiche sfumate.

Nella pratica clinica quotidiana, l’identificazione dei tumori misti è spesso guidata da segnali di allarme che impongono endoscopia diagnostica, come anemia sideropenica non spiegata, melena, calo ponderale, vomito ricorrente o dolore persistente. La sorveglianza post-trattamento, infine, deve essere personalizzata in funzione di stadio, componente dominante e strategia terapeutica, integrando imaging e, quando indicato, endoscopia per la valutazione di recidiva locale o complicanze.

Biologia, patogenesi e istologia

La biologia dei tumori misti rari gastrici si fonda sul concetto che le diverse componenti possano derivare da una origine clonale comune con differenziazione divergente, oppure, meno spesso, rappresentare collisioni tra neoplasie distinte sviluppatesi in prossimità. Il primo modello è particolarmente rilevante nei MiNEN, dove l’analisi istologica e molecolare suggerisce frequentemente una base genetica condivisa, con divergenza successiva verso un fenotipo neuroendocrino e un fenotipo non neuroendocrino. La selezione clonale, l’instabilità cromosomica e l’interazione con microambiente stromale e immunitario possono favorire l’emergere della componente biologicamente più aggressiva.

Dal punto di vista molecolare, molte forme mostrano alterazioni tipiche della carcinogenesi gastrica, come deregolazione di vie di controllo del ciclo cellulare, instabilità genomica e alterazioni di pathway di crescita e sopravvivenza. La componente neuroendocrina ad alto grado tende a presentare elevata proliferazione, frequente necrosi e un comportamento clinico dominato da rapida progressione e metastatizzazione. Nei sottotipi in cui la componente neuroendocrina è ben differenziata, il profilo biologico è spesso diverso, con crescita più lenta e pattern di diffusione differente, ma nei tumori misti la compresenza di una componente non neuroendocrina può modificare profondamente la storia naturale.

    Principi biologici che guidano interpretazione e gestione dei tumori misti gastrici

  • Possibile origine clonale comune con differenziazione divergente verso componenti neuroendocrine e non neuroendocrine.
  • Dominanza clinica della componente a maggiore aggressività biologica e maggiore indice proliferativo.
  • Elevata eterogeneità intra-tumorale, con rischio di campionamento non rappresentativo nelle biopsie.
  • Valore decisivo dell’integrazione morfologica, immunoistochimica e, nei casi avanzati, molecolare.

Istologicamente, la componente non neuroendocrina è più spesso un adenocarcinoma, che può variare da forme ben differenziate a forme poco differenziate. La componente neuroendocrina può essere ben differenziata oppure presentare morfologia di carcinoma neuroendocrino ad alto grado, con cellule di grande o piccolo tipo. La definizione accurata richiede una valutazione quantitativa e qualitativa dell’intero tumore quando possibile, perché la stima delle componenti su campioni limitati può essere imprecisa.

L’immunoistochimica è centrale. La conferma della componente neuroendocrina si basa su marcatori come synaptophysin e chromogranin, con integrazione di INSM1 in contesti appropriati. La componente epiteliale è documentata con citocheratine e pannelli mirati in base alla morfologia. La valutazione dell’indice proliferativo Ki-67 e del numero di mitosi è fondamentale per la componente neuroendocrina, perché il grado condiziona trattamento e prognosi. In parallelo, nei tumori avanzati è rilevante la caratterizzazione di biomarcatori del carcinoma gastrico come HER2 e status MMR, e in contesti selezionati EBV, perché possono guidare scelte terapeutiche.

Manifestazioni cliniche

Le manifestazioni cliniche dei tumori misti rari dello stomaco sono prevalentemente aspecifiche e spesso indistinguibili da quelle del carcinoma gastrico convenzionale. I sintomi più comuni includono dispepsia persistente, dolore epigastrico, nausea e sazietà precoce, con progressione verso calo ponderale, anoressia e deterioramento dello stato nutrizionale. Il sanguinamento cronico occulto può determinare anemia sideropenica, astenia e riduzione della tolleranza allo sforzo, mentre sanguinamenti più importanti possono presentarsi con melena o ematemesi.

Nelle forme con componente neuroendocrina ad alto grado, la progressione può essere rapida e accompagnata da segni di malattia sistemica, con peggioramento dello stato generale e comparsa precoce di metastasi epatiche o linfonodali. Le manifestazioni endocrine da secrezione ormonale sono possibili soprattutto nelle neoplasie neuroendocrine ben differenziate, ma nei tumori misti gastrici non rappresentano la modalità più tipica di presentazione, e quando presenti devono essere interpretate nel contesto dell’intera neoplasia e non della sola componente neuroendocrina.

    Quadri clinici che più frequentemente conducono all’endoscopia

  • Anemia sideropenica non spiegata, con o senza sanguinamento occulto.
  • Dispepsia persistente o dolore epigastrico con segni di allarme.
  • Melena o ematemesi e sospetto sanguinamento gastrico.
  • Calo ponderale involontario, sazietà precoce e riduzione dell’appetito.
  • Nausea e vomito ricorrenti, soprattutto se associati a sospetto stenosi o ostruzione funzionale.

All’esame obiettivo i reperti possono essere assenti nelle fasi iniziali, mentre in fase avanzata possono emergere pallore, segni di malnutrizione, dolorabilità epigastrica e, in presenza di metastasi o carcinosi peritoneale, epatomegalia o ascite. La clinica, da sola, non permette di riconoscere la natura “mista” del tumore, rendendo indispensabile un percorso diagnostico basato su campionamento adeguato e interpretazione patologica esperta.

Accertamenti e diagnosi

Il percorso di accertamento diagnostico dei tumori misti rari dello stomaco parte da un sospetto di patologia gastrica organica e procede con una sequenza volta alla conferma istologica, alla dimostrazione delle componenti e alla stadiazione completa. Il sospetto clinico è spesso determinato da anemia sideropenica, sanguinamento digestivo, calo ponderale o sintomi persistenti con segni di allarme.

L’indagine dirimente iniziale è l’esofagogastroduodenoscopia con biopsie multiple e profonde. Poiché il rischio di campionare solo una componente è elevato, è essenziale ottenere prelievi rappresentativi da aree diverse della lesione e, quando la prima valutazione non è conclusiva o appare discordante con la clinica, ripetere l’endoscopia o impiegare tecniche che consentano materiale più abbondante. L’obiettivo è mettere il patologo nelle condizioni di identificare correttamente eterogeneità e componenti minoritarie clinicamente rilevanti.

La diagnosi definitiva è anatomopatologica e richiede una valutazione integrata di morfologia e immunoistochimica. La componente neuroendocrina deve essere confermata con marcatori di linea e quantificata, mentre la componente non neuroendocrina deve essere classificata secondo i criteri del carcinoma gastrico. La determinazione del grado della componente neuroendocrina, tramite Ki-67 e mitosi, è cruciale perché condiziona la scelta della terapia sistemica. Contestualmente, devono essere valutati biomarcatori utili nella malattia avanzata, includendo HER2 e MMR, e ulteriori marcatori secondo necessità clinica.

Una volta ottenuta la diagnosi, la stadiazione si basa su TC con mezzo di contrasto di torace, addome e pelvi per valutare estensione locale, linfonodi e metastasi. La PET con 18F-FDG può essere utile in contesti selezionati, in particolare quando la componente ad alto grado suggerisce elevata avidità metabolica e quando l’esito può modificare la strategia terapeutica. L’ecoendoscopia può contribuire alla valutazione della profondità di infiltrazione e dei linfonodi regionali nei casi potenzialmente resecabili, mentre la valutazione di possibile disseminazione peritoneale deve essere accurata, perché la sua presenza cambia in modo sostanziale intento e sequenza terapeutica.

Secondo un approccio clinico rigoroso, per porre diagnosi affidabile di tumore misto gastrico è necessario disporre di elementi minimi coerenti; non si tratta di criteri diagnostici ufficiali universalmente approvati, ma di requisiti indispensabili per una classificazione corretta e clinicamente utile:

    Requisiti clinico-patologici essenziali per attribuire una neoplasia mista

  • Lesione gastrica documentata endoscopicamente con biopsie multiple e adeguate.
  • Dimostrazione istologica e immunoistochimica della componente neuroendocrina e della componente non neuroendocrina.
  • Quantificazione e definizione del grado della componente neuroendocrina, con Ki-67 e mitosi.
  • Caratterizzazione della componente epiteliale secondo criteri del carcinoma gastrico e valutazione dei biomarcatori utili per terapia.
  • Stadiazione completa con imaging per definire resecabilità e presenza di metastasi, inclusa valutazione accurata della possibile malattia peritoneale.

In sintesi, la diagnosi richiede endoscopia con campionamento rappresentativo, conferma anatomopatologica con immunoistochimica e grading neuroendocrino, valutazione dei biomarcatori e stadiazione radiologica completa, con integrazione multidisciplinare precoce per definire la strategia terapeutica in base alla componente dominante e allo stadio.

Stadiazione e prognosi

La stadiazione dei tumori misti rari dello stomaco si fonda sui sistemi TNM ufficiali del carcinoma gastrico per descrivere invasione locale, interessamento linfonodale e metastasi. Tuttavia, la prognosi e il comportamento clinico sono spesso guidati dalla componente biologicamente più aggressiva, in particolare quando è presente una componente neuroendocrina ad alto grado. Questo rende indispensabile, oltre alla stadiazione anatomica, una descrizione completa del grado, dell’indice proliferativo e della proporzione delle componenti, perché tali elementi influenzano la scelta della terapia sistemica e la previsione dell’andamento clinico.

In assenza di un sistema dedicato universalmente applicato ai tumori misti, è utile comunicare anche un inquadramento pratico dell’estensione di malattia, che faciliti la traduzione clinica della stadiazione e l’allineamento tra specialisti.

    Inquadramento pratico dell’estensione di malattia

  • Malattia localizzata: tumore confinato allo stomaco senza metastasi a distanza, con linfonodi assenti o limitati.
  • Malattia locoregionale avanzata: coinvolgimento linfonodale regionale significativo e/o invasione di strutture adiacenti con impatto sulla resecabilità.
  • Malattia metastatica: metastasi viscerali o peritoneali, spesso con comportamento dominato dalla componente ad alto grado.

La prognosi è variabile e dipende da stadio, resecabilità e biologia. La presenza di metastasi, la disseminazione peritoneale e l’interessamento linfonodale sono determinanti principali. Nei tumori con componente neuroendocrina ad alto grado, l’outcome è spesso peggiore per rapida progressione e risposta talora limitata. Al contrario, in tumori in cui la componente neuroendocrina è ben differenziata e non dominante, la prognosi può avvicinarsi a quella del carcinoma gastrico di pari stadio, ma rimane condizionata dall’eterogeneità e dal rischio di recidiva. In tutti i casi, la qualità del referto anatomopatologico e la precisione della stadiazione sono essenziali per una stratificazione prognostica affidabile.

Trattamento

Il trattamento dei tumori misti rari dello stomaco richiede un approccio multimodale basato su stadio, resecabilità e componente dominante. Nelle forme resecabili, la chirurgia con intento curativo è centrale e deve essere eseguita secondo principi oncologici del carcinoma gastrico, con resezione adeguata e gestione linfonodale appropriata. La decisione sull’integrazione di terapia perioperatoria deve tenere conto del rischio di recidiva e, soprattutto, del profilo della componente neuroendocrina quando presente.

Nelle forme localmente avanzate o metastatiche, la terapia sistemica rappresenta il cardine. Quando la componente neuroendocrina è ad alto grado e biologicamente dominante, l’approccio tende a orientarsi verso schemi utilizzati per i carcinomi neuroendocrini, mentre nelle forme in cui prevale la componente adenocarcinomatosa si impiegano regimi del carcinoma gastrico, integrando terapie mirate o immunoterapia in base ai biomarcatori. La scelta deve essere individualizzata e supportata da un referto che includa proporzione delle componenti, Ki-67 e caratteristiche istologiche che predicono aggressività.

    Obiettivi e opzioni terapeutiche in base al contesto clinico

  • Malattia resecabile: chirurgia con intento curativo, con integrazione di terapia perioperatoria in base a rischio e componente dominante.
  • Malattia locoregionale avanzata: terapia sistemica neoadiuvante o di induzione, con rivalutazione per resecabilità e strategia chirurgica.
  • Malattia metastatica: terapia sistemica guidata da grado e biologia, con utilizzo di biomarcatori del carcinoma gastrico quando pertinenti.
  • Complicanze locali: gestione endoscopica del sanguinamento, supporto nutrizionale e controllo sintomatico per mantenere eleggibilità alle terapie.

La gestione di anemia, sanguinamento e malnutrizione è spesso determinante per consentire continuità terapeutica. Procedure endoscopiche emostatiche, supplementazione marziale, nutrizione clinica e controllo del dolore devono essere integrati precocemente. Nei pazienti con malattia avanzata, l’integrazione di cure palliative e di supporto migliora la qualità di vita e facilita una gestione più stabile delle terapie oncologiche attive.

Follow-up e sorveglianza post-trattamento

Il follow-up e la sorveglianza post-trattamento dei tumori misti rari gastrici devono essere personalizzati, poiché non esistono protocolli dedicati universalmente standardizzati e la rarità limita evidenze comparative. Nei pazienti trattati con intento curativo, i primi anni sono quelli a maggior rischio di recidiva e richiedono visite cliniche regolari, monitoraggio laboratoristico orientato ad anemia e stato nutrizionale e imaging periodico per intercettare precocemente recidiva loco regionale o metastasi.

L’imaging con TC con mezzo di contrasto è la base della sorveglianza, modulando frequenza e durata in base a stadio e componente dominante. Nei tumori con componente neuroendocrina ad alto grado, una sorveglianza più ravvicinata è spesso appropriata per la maggiore probabilità di progressione rapida. L’endoscopia viene riservata a sintomi suggestivi o a sospetto di recidiva locale e per la gestione di complicanze, come sanguinamento o stenosi. Nei pazienti in trattamento sistemico, il follow-up è centrato sulla valutazione della risposta e sulla gestione tempestiva delle tossicità, mantenendo attenzione costante allo stato nutrizionale.

Aspetti di qualità di vita a lungo termine

Gli aspetti di qualità di vita a lungo termine nei tumori misti rari dello stomaco sono determinati dall’interazione tra esiti della chirurgia, effetti delle terapie sistemiche e impatto psicologico legato a una diagnosi complessa e spesso aggressiva. Anche quando si ottiene controllo di malattia, l’incertezza prognostica e la necessità di controlli ravvicinati possono influenzare in modo sostanziale la vita quotidiana.

Dopo resezioni gastriche, possono persistere sazietà precoce, dispepsia, variazioni del peso e necessità di riorganizzare stabilmente l’alimentazione in pasti piccoli e frequenti. La correzione delle carenze nutrizionali e la prevenzione della sarcopenia richiedono un supporto dietetico strutturato e, quando necessario, integrazione vitaminica e marziale. Nei pazienti che hanno sperimentato sanguinamento cronico, l’astenia può prolungarsi e il monitoraggio dell’emocromo e delle riserve di ferro resta centrale nel follow-up.

Le terapie sistemiche possono lasciare esiti prolungati, con fatigue, neuropatie, disturbi gastrointestinali e, quando si impiegano immunoterapie, tossicità immuno mediate che possono richiedere controlli specialistici a lungo termine. La presa in carico multidisciplinare, con integrazione di nutrizione clinica, riabilitazione e supporto psico oncologico, consente di preservare autonomia, funzione digestiva e qualità di vita, anche nei percorsi non curativi.

Complicanze

Le complicanze dei tumori misti rari dello stomaco dipendono da progressione locale, disseminazione sistemica e tossicità dei trattamenti. Il sanguinamento è una complicanza frequente, con anemia sideropenica e necessità di supplementazione marziale, trasfusioni o procedure endoscopiche emostatiche; possono verificarsi anche emorragie acute. La crescita tumorale può determinare dolore epigastrico persistente, dispepsia severa e stenosi funzionale con nausea e vomito. Nelle fasi avanzate, la carcinosi peritoneale e le metastasi epatiche possono causare ascite, dolore addominale diffuso e insufficienza d’organo, con rapido deterioramento nutrizionale e generale.

Le complicanze chirurgiche dipendono dall’estensione della resezione e dalle condizioni di base, spesso compromesse da anemia e malnutrizione, includendo infezioni, stenosi anastomotiche e ritardo di svuotamento. Le procedure endoscopiche diagnostiche e terapeutiche comportano rischio di sanguinamento e perforazione, soprattutto in tessuti ulcerati o friabili.

  • Tossicità da chemioterapia: mielosoppressione, rischio infettivo, neuropatie e disturbi gastrointestinali, con necessità di monitoraggio e supporto proattivo.
  • Tossicità da trattamenti impiegati nei carcinomi neuroendocrini ad alto grado: nausea, astenia, citopenie e rischio di complicanze infettive.
  • Tossicità da immunoterapia quando indicata: colite, epatite, endocrinopatie, dermatiti e polmonite immuno mediata, con gestione tempestiva e specialistica.
  • Complicanze nutrizionali: perdita di peso, carenze marziali e vitaminiche, sarcopenia e deterioramento funzionale, soprattutto dopo resezioni estese o con malattia attiva.

La prevenzione e gestione delle complicanze richiedono stabilizzazione clinica e nutrizionale precoce, monitoraggio ravvicinato durante trattamenti sistemici e integrazione multidisciplinare tra gastroenterologia, chirurgia, oncologia e cure di supporto. Nei pazienti con malattia avanzata, l’integrazione precoce di cure palliative consente un controllo più efficace dei sintomi e una migliore continuità assistenziale.

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