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Ipoglicemia


L'ipoglicemia è una riduzione dei valori della glicemia al di sotto del valore minimo di 70 mg/dl.

In un soggeto normale la sintomatologia ipoglicemica compare in genere al di sotto dei 50 mg/dl; per riudzioni della glicemia più contenute la sintomatologià può mancare o essere molto lieve.
Quando l'ipoglicemia scende sotto i 30 mg/dl si parla di ipoglicemia grave, i segni ed i sintomi sono importanti ed è dietro l'angolo il rischio di coma ipoglicemico
Nel diabete mellito anche l’ipoglicemia è considerata una complicanza acuta, anche se in realtà non è una complicanza vera e propria del diabete ma della terapia del diabete.

La riduzione dei livelli di glicemia può essere dovuta ad eccessiva presenza di insulina, diminuzione di apporto e riserve di glucosio, eccessivo consumo di glucosio.
Il trattamento antidiabetico sia con insulina che con ipoglicemizzanti orali è considerato una causa esogena di ipoglicemia. Altra causa esogena può essere l’alcool.
Esistono poi cause endogene di ipoglicemia sia organiche quali tumori (es. insulinomi), difetti ormonali con carenza degli ormoni controinsulari (es. Morbo di Addison), patologie metaboliche (es. galattosemia e glicogenosi) e cause endogene funzionali come eccessivo esercizio fisico, denutrizione o dimagrimento eccessivo.

L'ipoglicemia determina anche una attivazione del sistesma adrenergico nel tentativo dell’organismo di ripristinare livelli accettabili di glicemia, sostenuti da liberazione di ormoni controinsulari, soprattutto catecolammine, che hanno effetto iperglicemizzante.

La sintomatologia dell’ipoglicemia è dovuta sia all'attività adrenergica che alla sofferenza cellulare per carenza di substrato energetico, prevalentemente a carico del sistema nervoso poiché i neuroni sono fortemente glucosio dipendenti.

Le principali manifestazioni da neuroglicopenia consistono in cefalea, astenia, diplopia, disturbi comportamentali, e convulsioni, fino al coma ipoglicemico.

Le principali manifestazioni da iperattività adrenergica consistono in senso di fame, tachicardia e palpitazioni, sudorazione fredda e senso di calore, midriasi (dilatazione delle pupille), tremore, ansia etc ...

Glicemia e sintomi sono inversamente proporzionali, più scende la glicemia e più è grave il quadro clinico. Su base clinica si distuono:

Sintomi Glicemia a Digiuno
Ipoglicemia
Asintomatica
Nessuno 70-50 mg/dl
Ipoglicemia
Lieve
Sintomi
Adrenergici
60-40 mg/dl
Ipoglicemia
Moderata
Sintomi Adrenergici
+ Neuroglicopenici
50-30
Ipoglicemia
Grave
Alterazione
Stato di Coscienza
< 30 mg/dl


Come si nota dalla tabella c'è una sovrapposizione dei livelli di glicemia nei diversi quadri di ipoglicemia, non è un errore: è la clinica che guida il percorso terapeutico e la clinica non necessariamente correla ai livelli ematici di glucosio.
Dipende anche da quanto rapidamente la glicemia scende, dalla suscettibilità individuale e dal "livello di partenza della glicemia".
Ad es. sono considerati euglicemici sia pazienti con 100 mg/dl di glicemia che quelli con 70 mg/dl di glicemia: il paziente con 100 mg/dl che scende a 50 mg/dl perde il 50% del suo glucosio plasmatico, mentre quello con 70 mg/dl il 35%.

Nel soggetto diabetico i livelli di glicemia sono generalmente più elevati, nonostante la terapia, e per tanto gli episodi ipoglicemici si verificano anche per livelli di glicemia più alti rispetto al soggetto sano.

La terapia in acuto consiste nella risoluzione dello stato ipoglicemico con incremento della glicemia. Se il paziente è cosciente ed avverte i primi sintomi premonitori è sufficiente l’introduzione di glucosio per via orale (motivo per cui ai diabetici si consiglia di avere sempre qualcosa di dolce a portata di mano tipo caramelle o bustine di zucchero).
Va quindi istruito il paziente a riconoscere i sintomi dell'ipoglicemia e a provvedere autonomamente alla somministrazione di glucosio per via orale.
In realtà l'istruzione è piuttosto facile, un soggetto che ha esperito un episodio ipoglicemico lo ricorda bene ed alle prime avvisaglie sa cosa sta per succedere.
Il soggetto ipoglicemico cosciente deve arrestare qualsiasi attività, fermarsi e sedersi ed assumere saccarosio (zucchero a rapido assorbimento).
Per modalità e posologia del saccarosio la "regola del 15" è facile da ricordare: assumere 15 grammi di saccarosio ogni 15 minuti fino a normalizzazione della glicemia, se non è possibile misurare la glicemia, fino a remissione della sintomatologia.
15 grammi di saccarosio corrispondono a 2 bustine di zucchero o 125 ml di bevanda zuccherata o succo di frutta o un cucchiaino di marmellata o miele, per le caramelle dipende dal tipo di caramalla ovviamente.
Se il paziente non è cosciente si provvede all’infusione di glucosio per endovenosa.
Trattata la acuzia va identificata la causa della ipoglicemia ed ove possibile va risolta.

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