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MIOCARDIOPATIA ARITMOGENA DEL VENTRICOLO DESTRO

La miocardiopatia aritmogena del ventricolo destro è una malattia genetica del miocardio caratterizzata dalla progressiva sostituzione del tessuto miocardico con tessuto fibroadiposo, che predispone allo sviluppo di aritmie ventricolari, insufficienza cardiaca e morte cardiaca improvvisa.
Il coinvolgimento primario riguarda il ventricolo destro, ma nelle forme più avanzate può estendersi anche al ventricolo sinistro, configurando la cosiddetta malattia aritmogena biventricolare.


Questa patologia è una delle principali cause di morte cardiaca improvvisa nei giovani e negli atleti, a causa della predisposizione a tachicardia ventricolare sostenuta e fibrillazione ventricolare. La diagnosi è complessa e basata su criteri clinici, strumentali e genetici, mentre la terapia si focalizza sulla prevenzione delle aritmie e sulla gestione dello scompenso cardiaco.


Epidemiologia

La miocardiopatia aritmogena del ventricolo destro è una malattia genetica rara, con una prevalenza stimata di 1 caso ogni 2.000-5.000 individui, anche se in alcune popolazioni (come in Italia e nei Paesi Bassi) è più comune.

La MAVD è una patologia geneticamente determinata, trasmessa con modalità autosomica dominante e penetranza variabile.

Le mutazioni più frequentemente coinvolte riguardano i geni delle desmosomopatie, in particolare:


L’età di insorgenza è estremamente variabile, ma i sintomi e le aritmie tendono a comparire tra i 10 e i 50 anni, con un picco di incidenza in età giovanile. Il rischio di morte improvvisa è particolarmente elevato nei soggetti giovani e negli atleti, specialmente durante l’esercizio fisico intenso.


Fisiopatologia

La miocardiopatia aritmogena del ventricolo destro è caratterizzata dalla degenerazione progressiva del miocardio con sostituzione del tessuto contrattile da fibrosi e adiposità.
Questo processo porta a:


L’esercizio fisico intenso accelera il danno miocardico, favorendo la progressione della malattia e aumentando il rischio di eventi aritmici fatali. Per questo motivo, nei pazienti con MAVD è fondamentale evitare l’attività sportiva intensa e monitorare il rischio aritmico con Holter e test provocativi.


Clinica

La presentazione clinica della MAVD varia notevolmente, da pazienti asintomatici a soggetti con aritmie ventricolari maligne o scompenso cardiaco avanzato.


La malattia si sviluppa in tre fasi principali:

Segni e sintomi principali

Esame obiettivo

L’esame obiettivo è spesso normale nelle fasi iniziali, ma nei casi avanzati si possono rilevare:


Diagnosi

La diagnosi di miocardiopatia aritmogena del ventricolo destro (MAVD) su criteri clinici, elettrocardiografici, di imaging e genetici.

Nei pazienti con sospetto di MAVD, è fondamentale l’esecuzione di esami strumentali per confermare la diagnosi e stratificare il rischio aritmico quali:

Per porre diagnosi di miocardiopatia aritmogena del ventricolo destro (MAVD) si utilizzano i criteri della Task Force del 2010, aggiornati nel 2020.


La diagnosi viene può essere:

Criteri diagnostici

I criteri per la definizione della miocardiopatia aritmogena del ventricolo destro (MAVD) sono divisi in 5 classi, ciascuna delle quali presenta criteri maggiori e minori.

1. Strutturali e funzionali (Imaging)


2. Istologici


3. Elettrocardiografici


4. Aritmici


5. Genetici e familiari


Identificare precocemente la MAVD è cruciale per prevenire aritmie ventricolari pericolose e morte cardiaca improvvisa.
I pazienti con criteri diagnostici borderline devono essere monitorati nel tempo con esami seriati per valutare la progressione della malattia e la necessità di un impianto di defibrillatore (ICD) nei soggetti ad alto rischio.


Trattamento

Il trattamento della miocardiopatia aritmogena del ventricolo destro (MAVD) è mirato a controllare le aritmie ventricolari, prevenire la morte cardiaca improvvisa e gestire la disfunzione ventricolare.
La strategia terapeutica dipende dalla gravità della malattia e dal rischio aritmico del paziente.


La terapia farmacologica è indicata per la prevenzione delle aritmie ventricolari e il controllo dei sintomi.
I principali farmaci utilizzati includono:


Nei pazienti ad alto rischio di morte cardiaca improvvisa, è indicato l’impianto di un defibrillatore automatico impiantabile (ICD).
Le principali indicazioni includono:


L’ablazione con radiofrequenza può essere un’opzione nei pazienti con tachicardie ventricolari ricorrenti refrattarie alla terapia farmacologica. Tuttavia, il rimodellamento progressivo del ventricolo destro può rendere il successo dell’ablazione transitorio, con un alto rischio di recidive.


Uno degli aspetti più critici nella gestione della MAVD è l’assoluto divieto di attività sportiva agonistica o di esercizi fisici intensi, anche nei pazienti asintomatici. L’attività fisica può accelerare il rimodellamento fibroadiposo del ventricolo destro e aumentare il rischio di aritmie ventricolari fatali.


Nei pazienti con disfunzione biventricolare avanzata e scompenso cardiaco refrattario alle terapie mediche e interventistiche, il trapianto cardiaco rappresenta l’unica opzione terapeutica risolutiva.


Prognosi

La prognosi della MAVD è estremamente variabile e dipende dal grado di coinvolgimento ventricolare, dalla progressione della malattia e dal rischio aritmico.
I pazienti con forme lievi e ben controllate possono avere una buona qualità di vita, mentre quelli con coinvolgimento biventricolare e tachicardie ventricolari refrattarie presentano un rischio elevato di eventi avversi.

Fattori prognostici negativi


La sorveglianza clinica regolare e la stratificazione del rischio aritmico sono fondamentali per ottimizzare la gestione e migliorare la prognosi a lungo termine.


Complicanze

Le complicanze della MAVD derivano principalmente dalla progressione della malattia e dall’instabilità elettrica del miocardio. Le principali includono:

Morte cardiaca improvvisa

La morte cardiaca improvvisa è la complicanza più temuta della MAVD, soprattutto nei giovani e negli atleti. È causata da tachicardia ventricolare sostenuta o fibrillazione ventricolare non trattata. Il defibrillatore impiantabile (ICD) è il principale strumento di prevenzione.

Tachicardia ventricolare e fibrillazione ventricolare

Le aritmie ventricolari sono il segno distintivo della MAVD. In molti pazienti, queste aritmie possono diventare refrattarie alla terapia farmacologica, rendendo necessarie l’ablazione transcatetere o l’ICD.

Scompenso cardiaco

Con la progressione della malattia, la disfunzione del ventricolo destro porta a insufficienza cardiaca con segni di congestione sistemica (edemi declivi, epatomegalia, ascite). Nei casi più avanzati, il coinvolgimento del ventricolo sinistro può portare a insufficienza cardiaca globale.

Eventi tromboembolici

Nei pazienti con grave disfunzione ventricolare o fibrillazione atriale, aumenta il rischio di tromboembolia polmonare o ictus ischemico. In questi casi, è indicata la terapia anticoagulante.

Aneurismi ventricolari

La formazione di aneurismi nel ventricolo destro è una caratteristica tipica della MAVD avanzata. Gli aneurismi possono essere focolai di aritmie ventricolari o, in rari casi, rompersi con conseguenze fatali.


Conclusioni

La miocardiopatia aritmogena del ventricolo destro è una malattia genetica grave, con un elevato rischio di morte cardiaca improvvisa. Il riconoscimento precoce della malattia, l’identificazione dei pazienti ad alto rischio e l’impianto di ICD nei soggetti selezionati rappresentano le strategie fondamentali per migliorare la prognosi e prevenire eventi fatali.


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