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Terapia del Diabete


Il diabete mellito è una patologia cronica, per definizione inguaribile, ma è importante tenere sotto controllo la glicemia per evitare le complicanze acute e prevenire le croniche.

Gli obiettivi della terapia sono:
Il diabete mellito di tipo I richiede da subito il trattamento insulinico, nel diabete di tipo 2, fin tanto che è conservata una residua funzionalità beta pancreatica, l’insulina non è necessaria, lo diventa però con il progredire della mallattia.
Il diabete di tipo I è sostenuto da una aggressione autoimmunitaria del pancreas, se viene diagnosticato prima che le cellule beta pancreatiche del pancreas perdano la loro funzione, in presenza di positività anticorpale, un trattamento cortisonico può proteggere il pancreas dagli autoanticorpi e rallentare la pogressione del danno insulare, talvolta si può avere anche una regressione (periodo chiamato luna di miele), ma è solo temporanea, il diabete si manifestarà comunque ma più tardi.

Il primo intervento da farsi nel diabete è quello della correzione delle abitudini alimentari.
Contrariamente a quanto si pensi e quanto si faceva fino a qualche tempo fa la dieta non è affatto restrittiva: il soggetto diabetico necessita dello stesso apporto calorico del soggetto non diabetico (36 kcal/kg per gli uomini e di 34 kcal/kg per le donne secondo la Food and Nutrition Board) la metà del quale (50-55%) assunto tramite cariboidrati!
Il problema dei carboidrati è il rapido assorbimento che fa impennare glicemia e glicosuria, vanno per tanto limitati gli zuccheri a rapido assorbimento (glucosio e saccarosio) privilegiando carboidrati complessi ad assorbimento lento (amido).
Importante è l’introito di fibre, soprattutto quelle idrosolubili che rallentano l’assorbimento degli zuccheri, tra queste le più utili sono quelle gelatinose contenute ad es. nei legumi. Sono anche disponibili delle preparazioni farmaceutiche di fibre gelatinose appositamente studiate per ritardare l’assorbimento degli zuccheri.
Le proteine devo costituire un 15-20% dell’aporto calorico, privilegiando le proteine animali, ricche di aminoacidi essenziali.
La quota rimanente (25-30%) deve essere costituita da grassi di origine vegetale ad alto contenuto di acidi grassi polinsaturi.
Qualora il soggetto diabetico sia anche obeso, la dieta deve invece essere ipocalorica con una riduzione dell’introito giornaliero di calorie.
Questo in linea generale, la dieta va individualizzata da individuo ad individuo e tarata sulle esigenze nutrizionali tenendo conto anche del consumo energetico connesso alle attività del paziente, sport, lavoro, hobby etc. consumano calorie.
Lo sport va consigliato a tutti i soggetti diabetici che siano in grado di farlo, deve essere un’attività di tipo aerobico che porti benefici sia metabolici che cardiovascolari.

Tra i presidi farmacologi abbiamo a disposizione l’insulina e gli antidiabetici orali.
L’insulina è una terapia sostitutiva che sopperisce alla carenza di produzione endogena, si somministra sottocute.
Ne esistono di diversi tipi che vengono schemitcamente distinti in base alla durata d’azione in:
Il protocollo di terapia insulinica più utilizzato prevede tre dosi di insulina rapida prima dei tre pasti principali (colazione, pranzo e cena) più una dose di insulina mista 80% lenta e 20% rapida da somministrarsi prima di andare a dormine (intorno alle 23 circa) per coprire la notte e prevenire l’iperglicemia da rimbalzo mattuttina.
Esistono poi anche delle preparazioni endovenose (insulina cristallina) che si somministrano in bolo ad infusione continua in caso di emergenza.

I farmaci antidiabetici orali vengono utilizzati per il trattamento del diabete mellito di tipo 2 quando dieta ed attività fisica non sono sufficienti a controllare la glicemia.
Un'altra opzione terapeutica è il trapianto di insule pancreatiche: può essere importante per quelle forme di diabete insorte in seguito a danni vascolari del pancreas, neoplasie o altre cause secondarie di diabete mellito.
Il trapianto di pancres esocrino pone dei problemi aggiuntivi, per via del controllo della secrezione enzimatica della ghiandola.
Si preferisce quindi il trapianto delle sole insule, più efficace; le insule trapiantate vengono a volte incapsulate per renderle inerti, e sono “programmate” per rilasciare un quantitativo costante di insulina in grado soddisfare le necessità basali del paziente.
In genere, per le complicanze dovute alla terapia immunosoppressiva, viene fatto il trapianto solo nei pazienti che necessitano anche del trapianto di rene.

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